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L'intervento

«Il grido d’allarme delle imprese tarantine non può rimanere inascoltato»

Il gruppo consiliare "Con" rilancia la proposta di un tavolo di crisi per Taranto

Palazzo di Città di Taranto

Palazzo di Città di Taranto

«È sotto gli occhi di tutti l’opera di diversificazione economica che l’amministrazione comunale di Taranto sta attuando affinché sul territorio prevalgano nuove economie anche quale occasione di sviluppo per le imprese locali che da anni sono costrette a subire gli effetti pesanti della congiuntura economica. Serve però ancora molto tempo affinché questi nuovi canali produttivi si assestino definitivamente fino a diventare l’economia prevalente della città slegando il territorio dalla monocultura dell’acciaio che sta rivelando tutte le sue criticità. Un esempio eclatante è il porto che, a seguito della crisi produttiva del colosso siderurgico, registra dati relativi alla movimentazione delle merci con il segno negativo in controtendenza rispetto agli altri scali portuali pugliesi e nazionali».

E' quanto si legge nella nota sottoscritta dai consiglieri comunali del gruppo "Con" Piero Bitetti, Giuseppe Fiusco, Stefania Fornaro e Patrizia Mignolo.

«In questo lasso di tempo - prosegue la nota - non possiamo permetterci di perdere gli asset storici del territorio che hanno costituito la linfa vitale della nostra economia. In ballo ci sono posti di lavoro ed un intero circuito che sta franando con tutte le inevitabili conseguenze di tenuta sociale. Ecco perché la richiesta di un tavolo di crisi per Taranto che l’associazione di imprese Aigi ha avanzato al Governo centrale per il tramite di Sua Eccellenza il Prefetto ci sembra più che legittima. Il grido d’allarme che le imprese tarantine lanciano non può rimanere inascoltato».

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