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Il Siderurgico
06 Gennaio 2026 - 15:48
Michael Flacks - dal sito Flacks Group
A trasparire è il ritratto di un uomo sicuro di sé, istrionico, un inglese molto americano.
"Sarebbe la più importante acquisizione della mia storia, una grande sfida non solo economica, ma anche sociale e ambientale": in una intervista al Corriere della Sera ripresa anche da Adnkronos, Michael Flacks parla della più che concreta possibilità che tocchi a lui provare il rilancio dell'ex Ilva di Taranto. "Non siamo un fondo di investimento. È il mio denaro e Flacks Group è la mia azienda, non ho investitori né azionisti esterni. Non sono un ente di beneficenza, ma non sono nato miliardario, non fumo sigari e non vivo in un castello isolato: cerco di ottenere profitti trattando bene le persone. Chi ha dubbi lo dica: sono pronto a venire nelle prossime settimane in Italia per incontrare sindacati ed enti locali" ha voluto sottolineare nell'intervista.
Scrive sul Corriere il giornalista Francesco Bertolino: "Nato a Manchester nel 1967, a 15 anni Flacks ha lasciato la scuola per vendere giacche nei mercati di Dublino. La piccola attività da ambulante è presto diventata un punto vendita, poi una catena di negozi, Jacket City, ceduta negli anni ‘90 per «qualche milione» Con questi capitali, Flacks ha avviato l’attività da investitore: «Il mio mestiere è comprare aziende in crisi», dice da Miami dove vive e dove ha sede il Flacks Group".
Poche aziende, oggi, sono in crisi come il Siderurgico di Taranto, la più grande fabbrica d'Europa, piegata da problemi che si trascinano da oltre un decennio. "La guardavamo da tempo ma in passato c’era troppa concorrenza. Tutti ci dicevano che eravamo pazzi, ma noi più studiavamo l’affare, più ci entusiasmavamo: per le dimensioni, per le opportunità di sviluppo e per le sinergie con il porto di Taranto. L’Italia – ancora parole di Flacks – ha bisogno di un’acciaieria come l’Ilva per l’industria alimentare, per la produzione di auto, per strade e ponti. Non si può semplicemente continuare a importare dalla Cina e, per fortuna, anche l’Unione Europea se ne è accorta e ha iniziato a introdurre dazi per arginare la concorrenza sleale di Pechino".
Come detto, il manager si è dichiarato pronto "a venire nelle prossime settimane in Italia per incontrare sindacati ed enti locali. Io mi occupo di soldi e porto competenze. Per l’ex Ilva ho messo assieme un team di esperti di siderurgia: ci sono anche grandi ex manager dal gruppo US Steel. È la squadra che conta e io sono bravo a scegliere i giocatori. Neanche Donald Trump governa l’America da solo: si è circondato di persone straordinarie". Proprio nella Trump Tower ha sede l'ufficio newyorkese di Flacks, britannico di nascita ma a cui non manca un certo spirito tipicamente yankee e molto trumpiano: "Se comprassi il Taranto Calcio, sono sicuro che lo porterei in Serie A. Come? È facile: comprando i migliori giocatori. Lo stesso intendo fare per l’Ilva".
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