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CONTROVERSO
13 Febbraio 2026 - 06:00
La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.
Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.
L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.
Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.
Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:
ONDE D'AMORE di RITA PRIMICINO da Collegno - TO
Sono solchi sottili i sogni sbocciati in autunno,
quasi invisibili, palpitano nascosti
sotto le creste del cuore,
e cantano come conchiglie.
La tempesta segna il passo in profondità
dove le scorie abbondano e le cose oscure
si infiltrano nei dolorosi ricordi.
E giù nel profondo il mare stritola, e il vento è infuriato,
le pareti della mia casa si ergono come campanili muti
e la curva del mio silenzio si infrange sul mondo strepitante.
Non sono le ultime onde
che si arrendono al fascino incantatore del mare,
che toccano la riva e si arenano,
che si riversano sui viali, lungo la fila di cipressi:
di fredde chiome... ombre nel mistero.
Sono taciturne e stellate onde d'amore
per ogni giorno di vita e di vento
che frusta il mio petto con il suo odore fresco e amaro.
Fiorisce l'attesa di un nuovo giorno d'incanto,
mentre il cuore sta di fronte ad un'altra notte.
RECENSIONE
C’è una tensione costante tra buio e luce, tra tempesta e attesa, che attraversa questi versi come un respiro irregolare. Il tema centrale è l’amore inteso non come quiete, ma come forza che resiste dentro il frastuono della memoria e del tempo. L’atmosfera alterna profondità marine e silenzi domestici, creando uno spazio emotivo dove ogni sentimento sembra scavare e fiorire insieme.
Il ritmo è ampio, ondulato, con immagini che si susseguono come maree. Le frasi si allungano e poi si infrangono, proprio come accade nell’intensità di passaggi quali “E giù nel profondo il mare stritola, e il vento è infuriato”, dove l’accumulo sonoro amplifica il senso di travolgimento. L’andamento non è lineare: procede per stratificazioni, per ritorni, per contrasti tra interno ed esterno.
Nella scrittura di Rita Primicino l’elemento naturale diventa specchio dell’interiorità, e i versi “Sono taciturne e stellate onde d’amore / per ogni giorno di vita e di vento” condensano l’immagine chiave del testo. La sua voce sceglie metafore dense, talvolta ardite, affidando alla forza simbolica del mare e del vento il compito di dire ciò che non può essere nominato direttamente.
Resta la sensazione di un cuore esposto alle intemperie ma ancora capace di attendere. Tra scorie e incanto, tra notte e promessa, l’amore appare come un movimento silenzioso che continua a tornare, simile a un’onda che non smette di cercare la riva.
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L'AMORE di LUIGI CAPELLI da Toscolano Maderno - BS
Già, l’amore!?
Giardino di fiori,
viole, narcisi, iris di montagna.
Fiore tra fiori che profuma di dolcezza
e su tutto prevale.
Già, l’amore.
Bellezza stellata, luna argentea che
rischiara la notte buia e i suoi occhi
son fulgore, luce più d’un giorno di sole.
Già, l’amore!? Sì, già l’amore:
sul suo volto, preziosa gemma che lo illumina
ed è in lei preziosa dimora.
Già, l’amore!?
L’amore è il suo sorriso dolce e seducente,
è il suo cuore che in amore è caldo e innocente.
Già, l’amore!?
Il suo abbraccio che acquieta l’anima,
che dona senza nulla chiedere.
Già, l’amore!? Sì, l’amore!
Così profondo da insegnarci a cogliere
ciò che di lui è più grande e bello.
Già, l’amore!?
RECENSIONE
C’è un’insistenza quasi cantilenante che attraversa questi versi, come se il poeta volesse interrogare e insieme confermare un sentimento che tutti nominano ma pochi sanno definire. Il nodo emotivo sta proprio in questa oscillazione tra domanda e certezza: l’amore viene evocato come stupore, come scoperta continua, come qualcosa che si rinnova a ogni richiamo.
La struttura si regge su ripetizioni che scandiscono il ritmo, trasformando l’anafora in colonna portante del testo. Ogni ritorno di quell’espressione iniziale crea un effetto circolare, mentre le immagini si susseguono con semplicità luminosa: fiori, luna, gemme, sorrisi. Il tono resta chiaro, quasi dichiarativo, e procede per quadri brevi che mettono al centro la bellezza e la dolcezza.
Nel disegno poetico di Luigi Capelli la ripetizione “Già, l’amore!?” diventa un ritornello che accompagna immagini come “Giardino di fiori, / viole, narcisi, iris di montagna”, dando al testo un andamento musicale e riconoscibile. La sua voce sceglie un lessico diretto, accessibile, affidandosi a simboli tradizionali per rendere l’idea di un sentimento che illumina e riscalda.
Rimane una sensazione di chiarezza, come se ogni verso volesse aprire una finestra su ciò che rende la vita più abitabile. L’amore appare allora come una luce costante, un riflesso sereno che si posa sulle cose e le rende più leggere, lasciando nell’aria un bagliore quieto e continuo.
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Testata: Buonasera
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