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CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"Cicatrice" di Giorgio Michele Todrani & "Tic tac" di Tiziana Bazzo

Poesia del Giorno

La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.

Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.

L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.

Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.

Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:

  1. seguire le pagine social ufficiali di Buonasera24 su Facebook e Instagram;
  2. inviare all’indirizzo controverso2019@gmail.com una poesia che non superi i 30 versi indicando nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo la paternità dell’opera.

Le poesie di giovedì 12 sono:

    CICATRICE di GIORGIO MICHELE TODRANI da Velletri - RM

    La luce non cade.
    Incide.
    Il cielo ha aperto il proprio corpo
    e io sono rimasto a custodire la ferita.
    Non ho volto.
    Ho una direzione.
    Le mie braccia ricordano
    il gesto prima della preghiera,
    quando il nome non è ancora nato
    e il sangue non sa se tornare indietro.
    Ciò che mi attraversa non salva.
    Segna.
    Sono il passo che accade
    quando la fine smette di chiedere.
    Dietro di me
    la frattura continua a brillare
    come una memoria che non vuole chiudersi.
    Chi passa non guarisce.
    Si sposta.
    E questo...
    è l’oltre.

    RECENSIONE

    C’è un senso di sospensione che attraversa tutta la poesia, un’atmosfera sospesa tra dolore e contemplazione, dove il corpo e la memoria sembrano dialogare con un tempo dilatato. La luce diventa quasi un’entità fisica che lascia segni, mentre l’io poetico si muove tra presenza e assenza.

    I versi “Il cielo ha aperto il proprio corpo / e io sono rimasto a custodire la ferita” creano immagini intense e visive, scandite da un ritmo spezzato che riflette la frattura interiore. Le parole cadono come incisioni, lasciando spazi e pause che amplificano la tensione emotiva.

    Giorgio Michele Todrani dà voce a una scrittura sospesa, fatta di scansioni rapide e sintesi lapidarie; il suo stile è incisivo e materico, capace di rendere palpabile la ferita che racconta senza spiegazioni, affidandosi alla forza delle immagini.

    Il senso complessivo si apre verso una dimensione indefinita, un confine tra esperienza e trascendenza, dove ogni segno resta a illuminare un’assenza viva, lasciando al lettore la percezione di un oltre che non si esaurisce, ma continua a vibrare dentro e fuori di sé.

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    TIC TAC di TIZIANA BAZZO da Pasiano di Pordenone

    Anche un cuore di legno pulsa nel bosco,
    si nutre di linfa e bollicine di rugiada,
    di muschio verde smeraldo,
    eco di cristalli luminosi,
    pulviscolo notturno.
    Il suo ticchettio scandisce le stagioni,
    rassegna gli attimi
    del bello e del cattivo tempo.
    Poggia dunque,
    senz’indugio, il tuo cuore
    nel brusio silenziato del bosco,
    tra la resina del cuore di legno
    protetto dalle intemperie
    della vita.

    RECENSIONE

    Un bosco che respira lentamente accoglie il cuore in ascolto, dove la natura diventa rifugio e misura del tempo. Tra fruscii e luci soffuse, l’atmosfera si fa accogliente e sospesa, come se ogni dettaglio vegetale partecipasse a un ritmo segreto. Le foglie brillano come piccoli riflessi di luce.

    Tiziana Bazzo propone una poesia che vuole tessere un legame tra l’uomo e l’ambiente, tra interno ed esterno, mostrando con delicatezza come anche un cuore simbolico possa sentirsi vivo nel mondo naturale. La scrittura invita a fermarsi e ad ascoltare ciò che di solito passa inosservato, trasformando il bosco in uno spazio di intima connessione.

    Il testo scorre con un andamento cadenzato e musicale, i versi lunghi alternano immagini dense a pause respirate, creando un equilibrio tra concrezione sensoriale e metafora emotiva. La poesia trasmette la sensazione di quieta protezione, una lentezza che invita a percepire la vita nei suoi dettagli minimi. Ogni descrizione sembra avvolgere il lettore in un manto di calma.

    …“Il suo ticchettio scandisce le stagioni, / rassegna gli attimi del bello e del cattivo tempo”, lasciando che il bosco e il cuore si fondano in un tempo sospeso, in cui la vita si assapora senza fretta né fratture.

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