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CONTROVERSO
15 Gennaio 2026 - 06:01
La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.
Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.
L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.
Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.
Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:
NASCOSTO di PAOLO PICCARDO da Genova
Nella linea tra le cose
c’è spazio per nascondersi
e osservare non visto
senza interferire
assorbo gli eventi
anche i più insignificanti
quale granello di sabbia
nel cemento
che unisce le azioni
senza cui la mescola
sarebbe un disastro
lascio che cadano cose
passandomi dentro
fino a farsi frammenti
il caos temporaneo
macchiato dal fiotto di sangue
non sembra cambiare
la polvere formula nuvole
il tuono rimane aggrappato
la pioggia non scende
il profilo del monte incupisce
non visto
esco.
RECENSIONE
La poesia costruisce un clima di attesa e sottrazione, come se il soggetto scegliesse di stare ai margini per capire meglio ciò che accade. Il tema centrale è l’invisibilità volontaria, vissuta non come fuga ma come modo di attraversare il mondo. Il tono è trattenuto, a tratti inquieto, e procede per accumulo di immagini. Il ritmo segue un movimento interno, fatto di osservazione e distacco.
Versi come “c’è spazio per nascondersi / e osservare non visto” e “quale granello di sabbia / nel cemento” chiariscono subito la posizione di chi parla. L’immagine dell’elemento minimo che tiene insieme il tutto è efficace e silenziosa. Le scene naturali e materiche si succedono senza spiegazioni, lasciando che siano i dettagli a parlare. La lingua resta essenziale, ma carica di tensione.
Nel testo di Paolo Piccardo la voce poetica sceglie di farsi attraversare dagli eventi, senza opporsi. Lo stile è compatto, a tratti spigoloso, e riflette un rapporto diretto con il caos e con la materia. Anche il sangue, la polvere, il tuono diventano parti di un paesaggio interiore. Nulla viene commentato, tutto viene assorbito.
L’uscita avviene in modo improvviso, quasi laterale, come un gesto che non cerca spiegazioni. Dopo aver attraversato frammenti, nuvole e immobilità, il soggetto riemerge cambiato ma non dichiarato. L’impressione che resta è quella di un passaggio silenzioso, che incide senza farsi notare. La poesia lascia una sensazione di inquieta lucidità, che continua oltre la lettura.
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[URGE / TOGLIERE IL PESO DAL CUORE] di NADIA CHIAVERINI da San Giuliano Terme - PI
Urge / togliere il peso dal cuore
scalciare alla luna
sfuggire a contorni definiti
sfidare la mancanza e la paura
Rivela la luce soffusa
un’ibrida meraviglia
energia necessaria sopravvissuta
in racconti, intercalari e frammenti
Decifrare approdi e altri segni
il sentire parlante del corpo
il suo appartenere ad una galassia
di strazio e bellezza, infinita tormenta
RECENSIONE
La poesia nasce da un’urgenza dichiarata, quasi fisica, che spinge a liberarsi di un peso interiore. Il tema centrale è la necessità di muoversi, di rompere confini e paure senza sapere esattamente dove si arriverà. Il tono è energico ma non aggressivo, attraversato da una tensione vitale. Il ritmo è irregolare, come un respiro che cerca spazio.
Nel testo di Nadia Chiaverini si avverte una voce che ascolta il corpo prima ancora del pensiero. Lo stile è libero, frammentato, vicino al flusso delle sensazioni. Le parole sembrano nascere da un bisogno di verità più che di ordine. L’insieme restituisce un senso di ricerca continua e non pacificata.
Espressioni come “togliere il peso dal cuore” e “il sentire parlante del corpo” rendono evidente il nucleo emotivo della poesia. Le immagini si muovono tra luce e tormento, tra fragilità e resistenza. Ogni verso aggiunge un frammento, senza chiudere mai del tutto il discorso. La struttura accompagna questa apertura, lasciando margini di interpretazione.
La chiusura resta sospesa in una tensione irrisolta, fatta di strazio e bellezza che convivono. Non c’è un approdo definitivo, ma la consapevolezza di appartenere a qualcosa di più grande e instabile. Il movimento non si arresta, continua anche fuori dalla pagina. Rimane una sensazione di energia inquieta, che chiede di essere attraversata.
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