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CONTROVERSO
13 Gennaio 2026 - 06:01
La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.
Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.
L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.
Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.
Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:
DEMETRA di CRUCIANO RUNFOLA da Cerda - PA
Niente sarà più lo stesso, Demetra
né le stagioni, né il cielo stellato
il tutto si è smunto innanzi a te
i carciofi, le lattughe, i melograni
il consorte, l'erede, gli avi,
mammona, lussuria, potere
son mutilati,
l'amputata parte
nell'Ade trascinata dal fiore smorto
che Persefone ha schiantato
il tuo raggio di vita, tua figlia.
Sei rimasta in bilico sull'orlo
dell'abisso tenuta dai tuoi cori.
A colpirti Demetra continui
appassisce la presenza tua
Da sposa vestita l'hai lasciata
"Amuri mia....Figghia !!! Amuri mia...
unni si? comu mi lassasti figghia mia
Amuri mia...figghia!!! Amuri mia...
Non sarai mai più la stessa, Demetra
il pianto antico inonda i cuori
una parte del tuo essere è in Ade,
il Creato trascurato. Con sforzo
continui ad occupartene, ormai
con lo sguardo aneli al baratro.
RECENSIONE
La poesia mette in scena una frattura profonda che investe non solo una madre, ma l’intero ordine del mondo. Il tema centrale è la perdita che altera il tempo, la natura e le relazioni, lasciando tutto in uno stato di smarrimento permanente. Il tono è grave e dolente, attraversato da un senso di impoverimento che riguarda il cielo, la terra e l’essere umano. Il ritmo segue questo dolore, avanzando a ondate, come un lamento che ritorna.
Nel testo di Cruciano Runfola la figura mitica di Demetra diventa corpo vivo del dolore materno. Le immagini della terra smunta e del Creato trascurato rendono visibile una sofferenza che non resta privata, ma si allarga a tutto ciò che esiste. Il linguaggio alterna solennità e concretezza, senza mai alleggerire il peso emotivo. La perdita di Persefone è ciò che spezza ogni equilibrio.
Versi come “Niente sarà più lo stesso, Demetra” e “una parte del tuo essere è in Ade” chiariscono subito la dimensione della ferita. Il mito viene attraversato da accenti umani e quotidiani, rafforzati anche dall’uso del dialetto, che rende il dolore più diretto e carnale. La struttura dei versi accompagna questo continuo oscillare tra sacro e umano. Ogni immagine sembra nascere da una mancanza.
La conclusione non offre consolazione, ma insiste sulla fatica di continuare. Demetra resta sospesa tra il dovere di custodire il mondo e l’attrazione dell’abisso dove si trova la figlia. Il mito si fa esperienza attuale, riconoscibile, carica di responsabilità e perdita. Al lettore resta un dolore antico che non si chiude, ma continua a chiedere ascolto.
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IL PROFUMO DEL PERDONO di TERESA MANCUSO da Ferrandina - MT
Inventerò una luce che mi porterà
dove l’odio è annullato dal tempo,
dove ogni attimo di respiro sarà
il profumo del perdono,
con incantevoli occhi lucenti
che fotograferanno la vera bellezza della vita
e un sorriso gaudio che muterà nel tempo
volti oscuri, sorrisi spenti
e sogni rimasti all’ombra,
aspettando timidamente il vero volto della vita.
RECENSIONE
La poesia si muove lungo un desiderio di riconciliazione che guarda avanti, senza negare il peso del passato. Il tema centrale è il perdono come scelta lenta e consapevole, capace di trasformare lo sguardo e il tempo. Il tono è luminoso, ma mai ingenuo, attraversato da un’attesa paziente. Il ritmo è fluido e accompagna un cammino interiore fatto di fiducia.
Versi come “Inventerò una luce che mi porterà / dove l’odio è annullato dal tempo” e “ogni attimo di respiro sarà / il profumo del perdono” rendono subito chiaro il nucleo emotivo del testo. Le immagini sono dolci e visive, legate alla luce, agli occhi, al sorriso. La poesia affida ai sensi il compito di raccontare il cambiamento. Ogni parola sembra orientata verso una possibilità di rinascita.
Nel testo di Teresa Mancuso emerge una voce che sceglie la delicatezza come forza. Lo stile è semplice, lineare, costruito su immagini che parlano con immediatezza. Il linguaggio evita lo scontro diretto e preferisce la trasformazione graduale. Anche il dolore resta sullo sfondo, come qualcosa che può essere attraversato.
L’insieme dei versi conduce verso un’attesa quieta, fatta di piccoli gesti interiori. Il perdono non arriva come soluzione improvvisa, ma come apertura lenta alla vita. I volti e i sogni tornano alla luce senza rumore. Rimane una sensazione di fiducia discreta, che continua oltre la pagina.
Testata: Buonasera
ISSN: 2531-4661 (Sito web)
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