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CONTROVERSO
11 Novembre 2024 - 05:00
"Poesia del Giorno" è un'estensione della rubrica settimanale "controVerso" dedicata alla poesia. Nasce per dare spazio alla vostra fantasia e ai vostri versi ispirati dalla quotidianità o dai vostri stati d'animo. Si è quindi deciso di pubblicare, in questo appuntamento giornaliero, le più belle poesie che vorrete inviare.
Chi fosse interessato a vedere un proprio componimento poetico pubblicato nella apposita sezione sul sito web Buonasera24.it e sui canali social della testata, dovrà:
Ogni giorno alle ore 9.00 una poesia, tra quelle più significative, sarà scelta, pubblicata e recensita, esclusivamente online, in questa rubrica.
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La Poesia del Giorno, di lunedì 11 novembre 2024, è:
COLLE SANTUARIO
di GIAMPAOLO CENTOFANTI di Roma
Nella tersa notte delle distese,
delle colline ormai assopite,
piccole luci di strade, di case,
brillano nel segreto del tempo.
Semplice e bello, senza pretese
di glorie rinomate, di chiacchiere astruse.
Anche piccole luci sono corti
celesti di lucciole incantate.
Così è vedere da questo poggio
di grazia tutte le cose.
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Recensione
La poesia si sviluppa attorno a un'immagine di pace e tranquillità, in cui la bellezza del paesaggio naturale viene osservata con uno sguardo attento e delicato. L'ambientazione si situa in una "tersa notte delle distese" un momento di quiete assoluta, in cui tutto sembra essere in attesa, sospeso in un riposo profondo. Le "colline ormai assopite" suggeriscono un paesaggio che si adagia nel silenzio, lontano dal frastuono della vita quotidiana, quasi come se la natura stesse riposando o preparando se stessa per un nuovo ciclo.
Le "piccole luci di strade, di case" che "brillano nel segreto del tempo" richiamano l'idea di una realtà che si nasconde e si rivela solo a chi ha la pazienza di osservarla da una distanza privilegiata, come quella offerta dal colle. Le luci, pur essendo piccole e modeste, sembrano possedere un significato profondo, un "segreto" che va oltre l'apparenza. Queste luci sono il simbolo di un'esistenza semplice, lontana dalle "glorie rinomate, di chiacchiere astruse" un mondo che rifiuta le pretese e la vanità, per abbracciare una bellezza che non ha bisogno di essere ostentata.
Il contrasto tra grandezza e semplicità è ulteriormente esplorato dal poeta, che sottolinea come anche "piccole luci" possano essere viste come "corti celesti di lucciole incantate". In questo modo, anche ciò che potrebbe sembrare insignificante si trasforma in un elemento di straordinaria bellezza, una bellezza che incanta e stupisce proprio per la sua discrezione e la sua capacità di illuminare la notte con una luce naturale, senza artifici.
L'ultima parte della poesia, con l'immagine del "poggio di grazia" diventa una riflessione sulla capacità di guardare il mondo con occhi nuovi. "Così è vedere da questo poggio / di grazia tutte le cose" suggerisce che l'atto di osservare da una posizione elevata, sia fisica che mentale, permette di cogliere la realtà in modo diverso, più profondo e più puro. Il "poggio di grazia" non è solo un luogo fisico, ma un simbolo di uno sguardo privilegiato, capace di andare oltre le apparenze e di scorgere la bellezza nelle cose più piccole, come le luci che illuminano le case nel buio della notte.
La poesia di Giampaolo Centofanti, quindi, si fa manifesto di una bellezza che esiste nelle cose semplici e quotidiane, che si può scoprire solo attraverso un'osservazione attenta e serena, lontano dalle distrazioni e dalle pretese della vita moderna.
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