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Taranto
14 Febbraio 2026 - 19:44
La locandina
Il Centro di Cultura per lo Sviluppo “G.Lazzati” Aps-Ets Taranto continua, in piena sintonia con il Dipartimento Jonico UNIBA e la Camera di commercio Brindisi – Taranto, il percorso avviato con il convegno/forum del 15 settembre 2022 intitolato “Manifesto per una riforma del pensare” e che giunge ora ad un importante traguardo con la presentazione del volume “Sguardi Trinitari sul sociale. Per un nuovo pensiero agente nel territorio” – Cacucci editore. L’evento si terrà venerdì 20 febbraio 2026 a partire dalle ore 15.30, presso il Dipartimento Jonico UNIBA, via Duomo 259, a Taranto.
Il percorso avviato sull’Ontologia Trinitaria, prospettiva filosofico-teologica che interpreta l'essere, la realtà e le relazioni alla luce del mistero cristiano della Trinità, concepisce la realtà non come statica o solitaria, ma come intrinsecamente dinamica, relazionale e plurale, superando modelli puramente sostanzialisti, ed abbraccia ogni ambito, sia esso concettuale o pratico. Bisogna cioè guardare all’insieme perché insieme si può costruire un nuovo mondo. Il Centro Lazzati, che per primo ha sentito l’urgenza di una nuova formazione, ha subito trovato in Uniba e Camera di commercio non solo partners qualificati, ma anche motivati. Con loro si sta percorrendo un sentiero di formazione, che vuole offrire alla classe dirigente, al cittadino, all’istituzione, alla società tutta nuovi strumenti per ben operare. Perché, in un territorio frantumato, che soffre di separatezze, di divisioni, dì autoreferenze, il primo impegno urgente è ricomporre, rimettere in relazione, in connessione. Lo sviluppo, per essere veramente tale, per essere sostenibile, non può non essere integrale: tutto deve essere in evidenza, tutto deve essere in relazione, tutto deve essere connesso. L’obiettivo è ambizioso, ma realizzabile: dar vita ad un pensiero in grado di ripensare la realtà, che guarda all’altro non come un estraneo, ma come qualcosa da accogliere perché dà senso alla realtà delle cose. È un’idea decisiva sia per l’etica, sia per gli studi epistemologici di tutte le scienze che si misurano con la complessità del mondo contemporaneo. Le ricerche sul territorio di Taranto costituiscono un vero laboratorio in cui il pensiero sperimenta la sua verità più rivoluzionaria.
Il volume è a cura di mons. Piero Coda – Segretario Generale della Commissione Teologica Internazionale e del prof. Antonio Incampo – Professore ordinario di Filosofia del Diritto all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Al suo interno spazio a questioni teologiche e sociali, grazie ai due curatori del libro, con i preziosi contributi di: Mario Castellana, Alberto Felice De Toni – Eugenio Bastianon, Massimo Donà, Paolo Heritier, Vito Impellizzeri, Luigi Ricciardi, Tomasz Snarski, Sergio Barbaro, Angelo Campo, Daniele Nuzzi, Rocco Tagariello, Paola Pietrogrande, Claudia Sanesi - Francesca Sanesi, Stefano Vinci. Le prefazioni sono a cura di Domenico Amalfitano e Paolo Oliva.
Venerdì 20, in prima nazionale, il volume sarà presentato dai due curatori – Coda e Incampo, che si confronteranno con: Massimo Donà – filosofo e musicista, Lidia Greco – sociologa dei processi economici e del lavoro UNIBA, Antonio Iaccarino – Filosofo del Diritto Pontificia Università Lateranense, Fiorella Occhinegro – architetto e Vicepresidente della Fondazione Taranto25, Claudia Sanesi – Segretaria Generale Camera di commercio Brindisi- Taranto, Davide Tabarelli - Presidente di Nomisma Energia e Commissario Straordinario di Acciaierie d’Italia. Introdurrà i lavori Mario Castellana – filosofo della scienza. Il Presidente del Centro di Cultura Lazzati Domenico Amalfitano concluderà i lavori. La moderazione sarà a cura di Gabriella Ressa, giornalista e socia dello stesso Centro. L'incontro del 20 febbraio non sarà un mero evento ma un rendere ragione di un lavoro, di un Impegno che non ha nessuna rivendicazione identitaria, pur in uno sguardo, che viene da un’ispirazione cristiana esigente, perché implica trasformazione, responsabilità, passione, competenza e soprattutto dedizione al "bene comune".
a cura del Presidente del Centro di Cultura Lazzati, Domenico Maria Amalfitano
In un territorio frantumato, che soffre di separatezze, di divisioni, dì autoreferenze, il primo urgente impegno è ricomporre, rimettere in relazione, in connessione.
Questo in un tempo che va riscoprendo l'impellenza di un bisogno di interezza, di intero.
Lo scartato, l’escluso, il non partecipe, non è solo un sottrarre, un sottrarsi, è un impoverimento, è una mancanza, è una perdita.
Lo stesso sviluppo, per essere veramente tale, per essere sostenibile, non può non essere integrale: tutto deve essere in evidenza, tutto deve essere in relazione, tutto deve essere connesso: uomini, istituzioni, saperi, risorse, collegato da un “tra”, oltre ogni chiusura ed autoreferenza.
Più funziona il “tra”, la percorribilità del “tra”, del connettere, più alta sarà la vivibilità, la creatività, la generatività di un territorio, di una comunità, di un luogo, che trova nell' inter-agire, la forza del suo sviluppo, del suo essere pluralità dinamica che tende all'unità.
E’ la realtà, di suo, che si rivela come capacità di innovazione, perché vive della sua interezza.
La realtà prima dell'idea. Bisogna creare queste condizioni di realtà, potremmo dire di concreto vivente, di luoghi senza pre-comprensione alcuna, senza costrizione di calchi ideologici preordinati.
Non è facile! Bisogna vedere con occhi nuovi, occorre uno sguardo rinnovato, una nuova visione, una nuova cultura, che ancora non c'è.
Non una cultura divisiva, selettiva, riduzionistica. La cultura della e per la realtà intera. Una cultura e una visione, secondo complessità: mai aut…aut, ma, quasi un imperativo categorico, et…et.
E’ il nuovo paradigma. Il paradigma del nuovo tempo e del tempo nuovo.
E’ questo l’osare del Centro di cultura per lo sviluppo G.Lazzati, che, nel suo rendere ragione, presenta una sorta di lettura-proposta, una sorta di giornale, di appunti di bordo, di una e per una navigazione, che è andata già oltre: Sguardi trinitari sul sociale. Per un nuovo pensiero agente nel Territorio (edizione Cacucci, Bari).
In un contesto disperso, frantumato, potenzialmente ricco, come spesso si diceva, miniera a cielo aperto, mutare rotta, cambiare verso; da una cultura lineare che separa a una cultura del tutto connesso, del tutto in relazione; da uno sguardo monoculare ad uno sguardo largo, uno sguardo altro e oltre. Con l'individuazione di alcuni punti forti, alcuni snodi, pur nella visione d'insieme, inter e trans disciplinare, cominciando dalla misura relazionale e non solo quantitativa, dello sviluppo e dei suoi indici; la sfida dei beni comuni; l'impresa oltre il profitto…punti sensori di un nuovo impatto, punti di svolta che condensano ed esigono nuovo cammino, nuovo equilibrio, nuovo criterio per un nuovo umanesimo.
Ma in questa visione di processo e non di statiche separatezze della realtà, c'è un carisma, un compito, una responsabilità per chi sente un’ispirazione cristiana? C'è un input, un movimento che può venire da uno sguardo, da un'esperienza cristianamente ispirata? C'è la fiducia, la speranza degli stessi cristiani di poter servire, di poter essere utili? I cristiani sentono qualcosa, nella loro esperienza, che può fare risonanza nella struttura stessa della relazione tra individuo, individui e mondo? Sono queste le domande che ci siamo posti nonchè la presunzione di un possibile compito.
Non si tratta di una dimensione di rivendicazione identitaria, non di mero scialo cognitivo, ma di profezia, oltre il credere, offrendo parole ed esperienze intellegibili e trasformative per la società tutta.
In un mondo pluralista e frammentato, alla fine degli assoluti, nessuna egemonia può tenere, né culturale, né religiosa, né laica.
Nello spazio delle differenze, un nuovo confronto, una nuova forma di dialogo, una nuova diaconia per questa ricomposizione rigenerativa.
Se la relazione è la risorsa, come essere attenti a ciò che connette, dinamicizza, dà senso e reciprocità?
Illy, illuminato imprenditore italiano, sosteneva che l’attrattore del convenire di relazioni, la complessità, è l'amore.
Un bisogno laico, come ansia laicissima, è stata ed è, per il Centro di Cultura, squadernare, cantierizzare il Manifesto. per una riforma del pensare, premessa e promessa di una sfida di un gruppo di studiosi, teologi e filosofi italiani, a cui ci siamo iscritti, come agenti risonanti, come sperimentatori in periferia.
Nella società secolarizzata, non un Dio motore immobile, ma un Dio esigente, esuberante, sollecitatore, generatore di nuovi contesti: un Dio in-diretta, come direbbe Rosmini, dal cuore del pensiero cristiano. Un Dio necessario per un nuovo fronte della storia.
Il complesso, l’agapico, lo sguardo che salva, il nuovo pensiero aperto, tutto per un nuovo cammino inclusivo, snidando i terribili semplificatori, avanguardia di una nuova emergente tirannia.
Questo ci interessa e vorremmo dirlo e farlo diventare coinvolgente ed attrattivo.
La comoda, pigra ossessione della contrapposizione, sarà una buona rendita per alcuni, ma non è risorsa comunitaria, non è stile di vita democratica, non è vita!
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Testata: Buonasera
ISSN: 2531-4661 (Sito web)
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