TARANTO - Ancora al centro del dibattito il futuro dello stabilimento siderurgico dopo le ultime decisioni sull’Autorizzazione integrata ambientale. Il senatore Mario Turco, vicepresidente del MoVimento 5 Stelle e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo, interviene duramente sulle prospettive dell’impianto.
Nel suo intervento l’esponente pentastellato critica la scelta "sostenuta dal ministro Adolfo Urso" che, secondo quanto affermato, porterebbe alla riconversione dell’altoforno Afo2 anche al co-incenerimento di plastiche. L’impianto, aggiunge, destinato a essere riavviato a breve, potrebbe arrivare a bruciare circa 50.000 tonnellate di rifiuti all’anno.
“Le vicende attorno all’ex Ilva non smettono di ricordarci quanto chi dovrebbe tutelare lavoratori e cittadini pensi esclusivamente al profitto”, sostiene Turco, che definisce l’intervento una misura destinata ad aggravare il quadro ambientale. Il senatore parla di “uno dei maggiori inceneritori di plastiche tossiche d’Italia”, paventando ricadute sulla salute pubblica, “a partire da quella dei bambini”.
Nel comunicato viene inoltre richiamata la storia industriale della città e gli effetti sanitari già emersi nel tempo. L’esponente del M5S sottolinea che, nonostante studi epidemiologici, sentenze e malattie correlate all’inquinamento, si continuerebbe su una linea produttiva ritenuta dannosa.
Parallelamente Turco annuncia la prosecuzione della mobilitazione politica. “Continuiamo a raccogliere firme contro Aia, rigassificatore e inceneritore senza arretrare di un millimetro”, afferma, indicando la volontà di mantenere alta l’attenzione sul tema ambientale.
Il senatore conclude chiedendo una presa di posizione da parte delle istituzioni locali. “Per Meloni e Urso è tutto a posto. Adesso ci attendiamo una presa di posizione forte anche dagli enti locali”, dichiara, aprendo di fatto un nuovo fronte di confronto sul futuro industriale ed ambientale di Taranto.
Edicola digitale
Abbonati