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L'iniziativa

Taranto non dimentica la persecuzione del popolo ebraico

Al Castello Aragonese una interessante mostra documentaria

Taranto ricorda la persecuzione del popolo ebraico

Taranto ricorda la persecuzione del popolo ebraico

Dal 2 al 13 febbraio, il Castello Aragonese di Taranto ospiterà la mostra documentaria "1938-1945. La persecuzione degli ebrei in Italia. Documenti per una Storia", promossa dal Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione del Ministero dell'Interno in collaborazione con il Ministero della Cultura nell'ambito delle celebrazioni per la Giornata della Memoria. L'esposizione ripercorre le leggi razziali e le persecuzioni antisemite durante il fascismo. Una importante occasione di riflessione su un tema rispetto al quale non è possibile, né accettabile, alcuna forma di oblio.

La cerimonia di inaugurazione è fissata per il 2 febbraio alle ore 11 presso la Galleria Meridionale del Castello Aragonese. La rassegna, curata dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, ha ricevuto il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La mostra sarà ulteriormente arricchita da materiale storiografico locale posto a disposizione dall'Archivio di Stato e dalla Biblioteca Civica "Pietro Acclavio".

Taranto ha un legame antichissimo e profondo con il popolo ebraico. La città è dallo scorso luglio sede di una Sezione ebraica riconosciuta dalla Comunità ebraica di Napoli ai sensi dello Statuto dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, l'Ucei, e guidata da Eugenia Curiel Demattei, israeliana di origine e da oltre quarant’anni residente nella città ionica. Come spiegato a Pagine Ebraiche dal vicepresidente Ucei, Giulio Disegni, a Taranto e nei comuni limitrofi «vivono da tempo ebrei, alcuni di origine israeliana o straniera. Partecipano spesso a iniziative organizzate per le festività ebraiche o promosse a livello nazionale, come la Giornata della Cultura ebraica. Con questa Sezione vogliamo dare continuità e struttura, offrire servizi, organizzare corsi e momenti di incontro. E le prospettive sono incoraggianti, grazie anche alla presenza di alcune famiglie con bambini».

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