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Napoli
27 Gennaio 2026 - 09:05
Sabatino Santangelo
NAPOLI - L'inchiesta era partita nel 2007: i sequestri dei siti eseguiti nel 2013, il processo cominciato nel 2014. Secondo la procura, la bonifica dei terreni dell'ex Italsider, avviata dalla società Bagnoli Futura (Società di Trasformazione Urbana, nata nel 2002 per iniziativa del Comune di Napoli) aveva ulteriormente inquinato i suoli, provocando un vero e proprio disastro ambientale.
In primo grado, l'ex presidente di Bagnoli Futura e vice sindaco di Napoli fu condannato a 3 anni per la mancata bonifica di Bagnoli e delle aree dell'ex Italsider ed ex Eternit. Assolto in appello, sentenza annullata della Cassazione con rinvio alla Corte d'Appello che torna ad assolverlo perché il fatto non sussiste.
In quell'occasione molti vollero esprimere la propria vicinanza allo stimato notaio, amministratore della seconda giunta guidata da Rosa Russo Iervolino, tra questi Antonio Bassolino: "Tino Santangelo è stato pienamente assolto perché i fatti contestati non sussistono. Che bella notizia e che grande gioia! Sono stati anni di sofferenza, e penso di saperne qualcosa. Tino, che è un galantuomo ed un signore nel senso napoletano del termine, si è sempre difeso nei processi ed ha sempre espresso fiducia nella giustizia che è infine arrivata".
Purtroppo non era finita. Stava per aprirsi un nuovo capitolo di una storia giudiziaria infinita...
La Procura generale presentava un ulteriore ricorso in Cassazione contro la sentenza di assoluzione emessa dalla quinta sezione della Corte d’Appello di Napoli, che aveva scagionato tutti gli imputati coinvolti nel processo. Una scelta quanto meno sorprendente che insiste su un’ipotesi accusatoria smentita da 2 assoluzioni nel merito.
Nel febbraio 2018 Santangelo, dopo la sentenza di condanna, scrisse una lunga lettera ai giornali. La riporto in alcuni passaggi che ritengo utili alla discussione di questi giorni.
Sabatino Santangelo, togliendosi la vita ha pagato per ciò che non era dovuto. Per ciò che non aveva commesso. La sua non è stata una resa. Va considerata come una risposta ribelle, la più crudele, ad una giustizia che ti accusa, ti calpesta la dignità e si rifiuta di restituirtela.
"Poiché ritengo di essere una persona civile sono dell’opinione che una sentenza possa essere criticata solo dopo che sia stato possibile leggerne le motivazioni.
Prima si possono solo ricordare alcune circostanze di fatto che consentano ai giornali una compiuta informazione sulle circostanze che della sentenza costituiscono il presupposto.
In questa linea pare quindi giusto chiarire innanzitutto che nel processo così detto di Bagnoli, nel quale sono stato condannato a 3 anni per disastro ambientale colposo e truffa aggravata ai danni dello Stato non sono stato sentito neanche dal portiere del Tribunale e quindi non dal Pubblico Ministero, non dal GIP, non dal Collegio Giudicante. Nessuno quindi ha ritenuto utile sentire quello che avrei voluto e potuto chiarire".
"Tenuto conto che l’imputazione di disastro ambientale è stata derubricata da dolosa a colposa, francamente mi riesce difficile comprendere come avrei potuto agire con artifizi e raggiri.
Mi sia qui consentita una considerazione di carattere personale. In 50 anni di attività professionale, caratterizzata peraltro dalla qualifica di pubblico ufficiale, non ho mai (dico mai) avuto alcun addebito di nessun genere, neppure di ordine contravvenzionale, né dagli organismi preposti all’amministrazione né dagli uffici deputati al controllo della professione, né dalla clientela e tantomeno ho mai avuto accuse per aver usato artifizi o raggiri per raggiungere un qualsiasi obiettivo.
Sentirmi ora accusare di raggiri e di artifizi nell’ambito delle mie cariche pubbliche, è cosa poco comprensibile e l’accusa avrebbe potuto e dovuto accertare questa circostanza processuale ascoltandomi.
Ma c’è di più. Avrei commesso una truffa aggravata ai danni dello Stato ai fini di far giungere alla Bagnolifutura, società totalmente pubblica in proprietà del Comune, della Provincia e della Regione, risorse che non sarebbero poi state utilizzate per la bonifica, falsa o erronea che sia, ma al solo fine tenere in piedi la Società per miei interessi personali".
"Detto questo, non avendomi la Procura contestato di aver mai assunto alcuna persona nella Bagnolifutura, né di essermi avvalso della Società per fini personali attuando loschi traffici di voti di scambio per conquistare ipotetici scranni alla Camera, al Senato, alla Regione, né di aver mai svolto alcun ruolo o funzione attinente al mio mestiere di notaio per la Bagnolifutura o per soggetti in qualunque modo alla stessa collegati, mi domando: quali sarebbero stati i miei interessi personali a tenere in piedi la Bagnolifutura, della quale dal 2006 non ero più presidente.
Inoltre dai rilievi del Pubblico Ministero appare che quale Vicesindaco mi sia speso oltre il dovuto per portare avanti progetti e varianti. E che dubbio c’è che mi sono attivato per fare procedere Bagnolifutura? Era questo il compito assegnatomi, con specifica delega, dal Sindaco. Sarei venuto meno ai miei compiti istituzionali se fossi rimasto inattivo anziché spingere per il recupero del sito attraverso i nuovi progetti di bonifica e le nuove varianti richieste dalla Società e dal Comune. In altre parole ho fatto solo il mio assoluto dovere cercando di ottenere l’approvazione di quanto necessario al fine di portare a termine i lavori di bonifica e di recupero. L’ho fatto, sono orgoglioso di averlo fatto e lo rifarei. L’unica considerazione che mi resta da fare è questa: in un tale stato di cose quale persona onesta e di buon senso si avvicinerà mai all’amministrazione della cosa pubblica?"
Sabatino Santangelo, sacrificando una esistenza unanimemente stimata e apprezzata, ha voluto mettere un punto alla sua vicenda giudiziaria. Resta aperta la ferita di una giustizia ingiusta...
Alfredo Venturini
referente nazionale comitato Giuliano Vassalli
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