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Taranto

Nave Garibaldi, il M5S chiede di fermare la vendita e trasformarla in museo

Mozione in Consiglio Regionale per chiedere al Governo di bloccare la cessione della portaerei all’Indonesia. Angolano: «Un simbolo della città che può diventare attrazione internazionale»

Nave Garibaldi, il M5S chiede di fermare la vendita e trasformarla in museo

TARANTO - La storica portaerei Giuseppe Garibaldi, per decenni simbolo della presenza della Marina Militare nel Mar Ionio, torna al centro del dibattito politico cittadino. Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle ha infatti depositato una mozione per chiedere alla Giunta Regionale di esprimere ufficialmente contrarietà alla cessione della nave alla Repubblica Indonesiana e di sostenere invece un progetto di riconversione culturale e turistica.

La proposta porta la prima firma della consigliera Annagrazia Angolano, che sollecita l’amministrazione comunale a intervenire con decisione affinché la nave resti a Taranto e venga trasformata in un polo museale galleggiante di rilevanza internazionale.

Secondo la consigliera del M5S, la possibile vendita dell’unità navale rappresenterebbe un ulteriore colpo per la città ionica. «La conferma della cessione della storica portaerei sarebbe un altro duro colpo per Taranto» afferma Angolano. «Parliamo di un simbolo dell’identità stessa della città, che da decenni ospita le principali funzioni della flotta italiana».

Annagrazia Angolano

La portaerei Giuseppe Garibaldi, entrata in servizio nella Marina Militare nel 1985, è stata per lungo tempo una delle unità più rappresentative della flotta italiana e ha operato in numerose missioni internazionali. Per Taranto, sede del principale arsenale navale del Paese, la nave ha rappresentato non soltanto una presenza militare ma anche un elemento identitario profondamente legato alla storia della città e del suo porto.

La mozione presentata dal Movimento 5 Stelle richiama anche un progetto elaborato negli anni scorsi durante il Governo Conte 2, quando era stata ipotizzata la trasformazione dell’unità navale in una struttura museale permanente.

«Durante il Governo Conte 2 era stato avviato un progetto per trasformare la Nave Garibaldi in un polo museale galleggiante» ricorda Angolano. «Un progetto che porterebbe un ritorno turistico per tutta la regione e rappresenterebbe un passo concreto verso la riconversione economica, sociale e culturale di Taranto».

Secondo la consigliera pentastellata, quella prospettiva rientrava nel più ampio programma di rilancio del territorio noto come Cantiere Taranto, sostenuto dal Movimento 5 Stelle e promosso a livello nazionale dal senatore Mario Turco quando ricopriva l’incarico di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

La mozione depositata in Consiglio comunale chiede dunque alla Giunta di assumere una posizione formale e di avviare un confronto istituzionale con il Governo e con il Ministero della Difesa. L’obiettivo è bloccare la procedura di cessione della nave e riaprire il percorso di valorizzazione culturale e turistica dell’unità navale.

Nel documento si propone anche di avviare un dialogo con il Commissario straordinario dei Giochi del Mediterraneo Massimo Ferrarese, affinché venga valutata la possibilità di destinare una parte dei ribassi d’asta disponibili alla copertura finanziaria del progetto di riconversione.

L’idea è quella di creare nel porto di Taranto un museo galleggiante capace di attrarre visitatori e studiosi, inserendo la nave all’interno di un circuito culturale e turistico più ampio che coinvolga l’intero territorio ionico.

Per raggiungere questo obiettivo, il Movimento 5 Stelle propone anche la creazione di un tavolo tecnico permanente che coinvolga il Comune di Taranto, la Marina Militare e gli operatori economici locali. Il tavolo dovrebbe elaborare un piano di gestione in grado di garantire sostenibilità economica e valorizzazione turistica della struttura museale.

La proposta punta a trasformare un simbolo della storia militare italiana in un motore di sviluppo culturale e turistico, capace di rafforzare l’offerta della città e di contribuire alla diversificazione dell’economia locale.

Angolano sottolinea come Taranto abbia già pagato negli anni un prezzo molto alto in termini di scelte industriali e strategiche. «Non possiamo restare in silenzio di fronte a decisioni del Governo centrale che continuano a penalizzare il territorio» afferma.

Il messaggio della consigliera si conclude con un appello alla responsabilità istituzionale e alla tutela della città. «La comunità tarantina merita rispetto» ribadisce Angolano, chiedendo che venga difeso un patrimonio che appartiene non solo alla storia militare italiana ma anche all’identità stessa della città ionica.

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