Cerca
Taranto
02 Marzo 2026 - 10:17
L'ex Ilva
TARANTO - Un nuovo incidente sul lavoro si è concluso con un esito fatale all’interno dello stabilimento siderurgico ex Ilva. Ha perso la vita un operaio di 37 anni di Talsano, Loris Costantino, dipendente della ditta Gea power, una impresa appaltatrice, precipitato da un piano di calpestio nell’area dell’agglomerato da una altezza di circa 12 metri.
Secondo quanto riferito da fonti sanitarie e sindacali, avrebbe ceduto una griglia di ferro e l'uomo sarebbe caduto da quell'altezza. Dopo l’impatto era ancora cosciente ed è stato trasportato all’infermeria interna dello stabilimento. Successivamente è stato trasferito al SS. Annunziata, dove però le sue condizioni sono apparse fin da subito estremamente critiche. Il quadro clinico si è aggravato rapidamente fino al decesso.
Si tratta del secondo incidente mortale con dinamica analoga registrato dall’inizio dell’anno nel sito industriale tarantino. Il 12 gennaio scorso, infatti, un altro lavoratore perse la vita in seguito al cedimento di un piano di calpestio nel convertitore 3 dell’acciaieria 2. In quell’occasione morì Claudio Salamida, dipendente ex Ilva. Sul posto sono già intervenuti gli ispettori dello Spesal.
L’ennesimo episodio riporta al centro dell’attenzione le condizioni di sicurezza all’interno del complesso industriale, già segnato da un precedente evento con caratteristiche simili.
I più letti
Testata: Buonasera
ISSN: 2531-4661 (Sito web)
Registrazione: n.7/2012 Tribunale di Taranto
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Piazza Giovanni XXIII 13 | 74123 | Taranto
Telefono: (+39)0996960416
Email: redazione.taranto@buonasera24.it
Pubblicità : pubblicita@buonasera24.it
Editore: SPARTA Società Cooperativa
Via Parini 51 | 74023 | Grottaglie (TA)
Iva: 03024870739
Presidente CdA Sparta: CLAUDIO SIGNORILE
Direttore responsabile: FRANCESCO ROSSI
Presidente Comitato Editoriale: DIEGO RANA