Cerca

Cerca

Taranto

Ex Ilva, PeaceLink: tragedia evitabile e territorio sacrificato

L’associazione esprime cordoglio alla famiglia e sostiene il sequestro dell’area del convertitore 3 disposto dalla Procura di Taranto

Altoforno 2

Altoforno 2

TARANTO - Dolore, vicinanza e una presa di posizione netta. L’associazione PeaceLink interviene sulla morte di Claudio Salamida, il lavoratore deceduto nello stabilimento ex Ilva, definendo l’accaduto una tragedia evitabile e rinnovando la propria solidarietà alla moglie Maria Teresa Salamida, al loro piccolo e a tutti i familiari e amici della vittima.

Nel comunicato diffuso, PeaceLink manifesta pieno sostegno all’azione della Procura della Repubblica di Taranto, che ha disposto il sequestro senza facoltà d’uso dell’area del convertitore 3 dell’Acciaieria 2, luogo in cui si è verificato l’incidente mortale. Una decisione ritenuta necessaria per fare chiarezza sulle responsabilità e sulle condizioni di sicurezza all’interno dell’impianto.

Secondo l’associazione, la morte di Salamida si inserisce in un contesto più ampio, quello di un territorio che viene definito condannato da una forma di razzismo ambientale, che avrebbe trasformato Taranto e altre aree del Paese in zone sacrificate a un modello di sviluppo ritenuto violento nei confronti delle persone e dell’ambiente. In questo scenario, afferma PeaceLink, salute e vita sembrano avere un valore inferiore rispetto ad altri territori, in contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione.

PeaceLink sostiene inoltre che quanto accaduto non fosse inevitabile. Le evidenze storiche, scientifiche e sociali, insieme agli esempi di riconversione industriale realizzati in altri contesti nazionali e internazionali, dimostrerebbero che non è una scelta obbligata continuare a vincolare Taranto a un modello economico e industriale giudicato fallimentare, mantenuto in vita, secondo l’associazione, da una persistente incapacità politica e da un accanimento su un’azienda considerata ormai priva di prospettive.

Nel documento si fa riferimento anche agli aiuti di Stato, ritenuti contrari alla normativa europea, che avrebbero sottratto risorse a possibili alternative di sviluppo economico e ambientale, a vantaggio di un sistema produttivo definito obsoleto, legato all’acciaio e al carbone. PeaceLink contesta inoltre la narrazione dell’ex Ilva come interesse strategico nazionale, giudicandola espressione di una visione miope che nega prospettive diverse per il futuro del territorio.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Buonasera24

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Termini e condizioni

Termini e condizioni

×
Privacy Policy

Privacy Policy

×
Logo Federazione Italiana Liberi Editori