Cerca

Cerca

Taranto

Ex Ilva, ora Urso è preoccupato. "Il tribunale ha cambiato tutto"

La parole del ministro delle Imprese dopo la decisione dei magistrati di Milano

urso

Il ministro Urso con i tecnici del siderurgico al riavvio dell'Afo1

La decisione del tribunale di Milano sull'ex Ilva "cambia tutto, ha un impatto su continuità produttiva e occupazione". Adolfo Urso, ministro delle Imprese e Made in Italy, a margine di un convegno sull'intelligenza artificiale non nasconde le sue preoccupazioni sul Siderurgico di Taranto. Le parole del titolare del Mimit danno l'idea del cambio di paradigma successivo alla decisione dei magistrati, i quali hanno parzialmente disapplicato l'Autorizzazione integrata ambientale, contestata da un gruppo di attivisti e cittadini, le cui ragioni sono state accolte dal tribunale civile meneghino. Alcune prescrizioni dell'Aia sono state ritenute inadeguate alla tutela della salute: entro il 24 agosto vanno messi in atto i correttivi o l'area a caldo dovrà essere spenta.

Ora sarebbe a rischio anche il cosiddetto prestito-ponte per Acciaierie d'Italia: "Non sfugga ad alcuno che il prestito che dovremmo erogare dipende dal fatto che un acquirente possa rimborsare il prestito. Se la sentenza del tribunale dovesse in qualche misura influire sul negoziato in corso non ci sarebbero nemmeno le condizioni per l'erogazione del prestito". Per Urso la sentenza "cambia le regole del gioco". E le incognite dell'equazione Ilva aumentano allora in modo esponenziale. Il "negoziato" a cui fanno riferimento le parole del ministro è quello con il gruppo americano Flacks Group, società dell'uomo d'affari britannico Michael Flacks che punta all'acquisizione di AdI. Resta da capire se questa intenzione sarà confermata dopo la sentenza di Milano.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Buonasera24

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Termini e condizioni

Termini e condizioni

×
Privacy Policy

Privacy Policy

×
Logo Federazione Italiana Liberi Editori