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Melendugno

Crollo dell’Arco degli Innamorati, allarme erosione sulla costa salentina

Regione, opposizioni e amministratori chiedono interventi urgenti dopo il cedimento a Sant’Andrea

Crollo dell’Arco degli Innamorati

Crollo dell’Arco degli Innamorati

MELENDUGNO - Il cedimento dell’Arco degli Innamorati, i faraglioni di Sant’Andrea viene indicato come una delle conseguenze più evidenti dei mutamenti climatici che stanno modificando rapidamente il paesaggio costiero pugliese. L’episodio ha riportato l’attenzione sulla fragilità delle falesie e sulla velocità con cui i fenomeni naturali stanno trasformando tratti simbolici del territorio.

L’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità con delega al Demanio Raffaele Piemontese ha contattato il sindaco di Melendugno Maurizio Cisternino per esprimere vicinanza all’amministrazione comunale e verificare eventuali problemi legati alla sicurezza. “Quando un luogo così amato scompare perdiamo un pezzo di memoria collettiva”, ha dichiarato, aggiungendo che l’intensificarsi degli eventi meteo accelera processi che un tempo richiedevano secoli e rende necessario un monitoraggio costante con attività di prevenzione e programmazione.

La Regione conferma l’intenzione di lavorare insieme ai Comuni costieri per individuare le zone più esposte e pianificare interventi sostenibili capaci di conciliare tutela ambientale e valorizzazione turistica. Nel territorio di Melendugno sono già previsti lavori di mitigazione dell’erosione con 2 interventi in fase di completamento e un finanziamento specifico disposto nel 2025 proprio per la zona di Torre Sant’Andrea.

Difendere le nostre coste significa proteggere comunità ed economia”, ha concluso Piemontese, sottolineando l’urgenza della sfida climatica e la necessità di azioni condivise.

Sul tema interviene anche il presidente del gruppo consiliare di Forza Italia Paride Mazzotta, che definisce il crollo “un grande dolore per tutti noi” e lo considera la prova della necessità di una pianificazione seria contro l’erosione costiera, richiesta alla Regione da anni.

Nei giorni scorsi i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro e Dino Basile avevano inoltre criticato la distribuzione dei fondi regionali destinati alla difesa delle coste. A fronte di 16 milioni di euro stanziati, sostengono, ai Comuni litoranei della provincia di Lecce non sarebbe stato assegnato alcun finanziamento. “Il Salento è stato dimenticato”, affermano chiedendo di rivedere il bando e annunciando l’intenzione di portare il caso in V Commissione Difesa del suolo.

Il crollo dell’arco naturale riaccende così il dibattito sugli interventi necessari per contrastare l’erosione e salvaguardare uno dei paesaggi più rappresentativi della Puglia.

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