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L'analisi

Telefonate e intelligenza artificiale, come ricreare l'equilibrio tra la persona e i poteri forti

La necessità impellente di un intervento per riequilibrare il rapporto tra cittadini e grandi aziende tecnologiche

L’intelligenza artificiale generativa e il futuro del lavoro umano: se ne parla a Taranto

L’intelligenza artificiale

BARI - Siamo tutti perseguitati da ignoti numeri di telefono che ad ogni ora del giorno e della sera ci bersagliano con allettanti proposte di contratti telefonici o elettrici o di fornitura di gas.

Negli ultimi mesi la virulenza di questo fenomeno è cresciuta oltre ogni decenza ed impone una risposta seria.

L’aver introdotto la tecnologia che va sotto il nome di Intelligenza artificiale ha consentito alle grandi corporation del settore comunicazioni e elettrico di sostituire all’operatore una macchina che, una volta acquistata ed avviata, deve “produrre” telefonate a più non posso; e l’aumento dei contatti significa per loro aumento della “produttività” della macchina che sostituisce le persone.

Naturalmente siamo sempre lì a difenderci da questi attacchi alla nostra giornata lavorativa. Ma chi ci difende da questa accresciuta efficienza delle grandi Corporations? La cosa è molto fastidiosa ed importante ma è anche simbolica di un sistema che ha conferito alle maggiori società una forza, direi un potere, sulla gente assolutamente al di là di ogni diritto.

Come si ferma questo fenomeno? Le Associazioni dei Consumatori che forza hanno? I nostri politici riescono a capire questo fenomeno e che forza hanno di imporre alle multinazionali un comportamento diverso laddove credono che il nostro Pil venga fatto proprio dalle multinazionali? Questa debolezza della rappresentanza politica è così grande e produce una dipendenza così diretta dai Poteri Forti che praticamente possiamo far finta che i politici non ci siano: sembrano essere quasi dei passacarte dei voleri altrui. Ben se ne sono accorti quelli che non vanno a votare ma rimane il fatto: che mettiamo al posto dei politici attuali che è come se non ci siano?

Questa resa incondizionata verso la tecnologia pagata con danari estorti dagli utenti attraverso le bollette e dai cittadini attraverso le tasse usate per aiutare il progresso tecnologico, sta producendo quello che si prevedeva: una signoria totale delle strutture finanziarie e industriali sui cittadini e sulle PMI. Cosa che mette una spada di Damocle sulle democrazie; i politicanti oggi sono coloro che raccattano casa per casa un consenso che serve a dimostrare alla pubblica opinione che le Istituzioni ancora esistono mentre, appena avuta la poltrona, si rivolgono ai “tecnici” e ai Poteri Forti per mediare tra i vari interessi.

Questa è la situazione. Vietare l’uso della intelligenza artificiale nel rapporto con la gente comune quanto meno per riequilibrare la asimmetria informativa che differenzia le due componenti persona e macchina sarebbe il minimo da fare immediatamente. Serve tendere a riportare un maggiore equilibrio nel rapporto tra la singola persona e la forza della struttura tecnocratica dei Poteri Forti.

Va altresì detto che quei Poteri tanto Forti non lo sono e ricorrono a tecnologie e più in generale a mezzucci di estorsione proprio perché senza tecnologie e senza mezzucci non si reggono. Inoltre hanno l’imperativo categorico della crescita indefinita ed eterna del loro business senza la quale crescita, il loro valore si sgonfia clamorosamente. È come vivere in una bolla di sapone nella quale il forte si poggia sulla tecnostruttura che a sua volta forza il cittadino mentre quest’ultimo si chiede che razza di mondo sia questo nel quale tutto è lucido e funzionante mentre per lui non c’è posto.

Noi diciamo che il futuro è della PERSONA non certo della tecnostruttura. Serve intervenire immediatamente.

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