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Bari
14 Febbraio 2026 - 07:10
Adolescenti e violenza, nuovo allarme
BARI - Cresce la preoccupazione per la diffusione di comportamenti violenti nelle relazioni tra giovanissimi. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione sui più recenti dati italiani contenuti nel rapporto “Le ragazze stanno bene? Indagine sulla violenza di genere onlife in adolescenza” realizzato da Save the Children con Ipsos, secondo cui oltre la metà degli adolescenti in coppia ha sperimentato almeno una forma di comportamento lesivo, dal controllo insistente fino alla pressione psicologica o sessuale.
In Italia il 65% dei ragazzi dichiara di aver subito atteggiamenti di controllo da parte del partner. Una parte significativa riferisce inoltre l’invio di contenuti sessuali non richiesti o la diffusione senza consenso di immagini intime. Persistono convinzioni culturali che associano la gelosia a una dimostrazione di affetto e una quota di giovani considera accettabile anche un’aggressione fisica occasionale all’interno della relazione. Per il Coordinamento si tratta di segnali di normalizzazione della violenza simbolica e del dominio, rafforzati dall’ambiente digitale che rende il controllo continuo e difficilmente percepibile.
Il fenomeno non riguarda soltanto l’Italia. Studi internazionali sul cyber dating abuse evidenziano come la tecnologia abbia ampliato le dinamiche di pressione oltre lo spazio fisico, con effetti documentati in Europa e negli Stati Uniti quali aumento di ansia, depressione, isolamento sociale e difficoltà scolastiche che possono proseguire anche nell’età adulta.
Particolarmente allarmante, secondo i docenti, è la tendenza a colpevolizzare la vittima. Una parte degli adolescenti ritiene infatti che abbigliamento o comportamento possano provocare molestie o aggressioni. È in questo contesto culturale che si radicherebbero le forme di violenza relazionale.
Il Coordinamento giudica positive ma insufficienti le iniziative educative attuali. Programmi di educazione civica, campagne di sensibilizzazione e progetti contro bullismo e cyberbullismo rappresentano passi avanti, ma spesso restano interventi brevi e informativi, senza incidere stabilmente sulle competenze relazionali. Anche l’educazione all’affettività non sempre integra in modo organico diritti umani, consenso e responsabilità digitale.
Per questo viene proposta la sperimentazione di un Laboratorio Nazionale Permanente di Giustizia Affettiva e Diritti Digitali, concepito come parte strutturale del curriculum scolastico. L’idea è creare uno spazio continuativo in cui studenti lavorino su casi reali, simulazioni giuridiche, analisi dei linguaggi mediatici e decostruzione degli stereotipi, sviluppando competenze emotive e giuridiche e imparando a riconoscere le dinamiche di controllo online.
Il progetto punta a integrare educazione ai diritti umani, alfabetizzazione digitale avanzata e responsabilità civile e penale, coinvolgendo sia potenziali vittime sia chi potrebbe assumere comportamenti abusivi inconsapevoli, con il supporto di docenti formati ed esperti esterni.
Attenzione particolare viene richiesta per i gruppi più esposti a discriminazioni, tra cui adolescenti LGBTQIA+, studenti con disabilità e giovani provenienti da contesti migratori o familiari complessi, in un’ottica di tutela universale.
Il Coordinamento invita anche i media a contribuire al cambiamento culturale promuovendo una narrazione delle relazioni fondata sul rispetto. L’obiettivo è fornire alle nuove generazioni strumenti concreti per riconoscere rapporti sani e prevenire la violenza, indicando nell’educazione ai diritti umani la principale infrastruttura preventiva del Paese.
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