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Sanità
14 Febbraio 2026 - 05:59
Medici
BARI - La maggioranza dei pazienti contattati per anticipare visite ed esami preferisce non modificare la prenotazione già fissata. Il 64% delle 1981 persone che hanno rifiutato l’anticipo ha scelto di mantenere la data originaria, mentre il 21% ha riferito di aver già effettuato la prestazione in un’altra struttura sanitaria. Per il 7% l’esame non era più necessario e nell’8% dei casi non è stata indicata alcuna motivazione.
I dati riguardano i primi 4 giorni della settimana e sono stati illustrati durante la riunione del gruppo di monitoraggio sul recupero delle liste d’attesa convocata nella mattinata di ieri in Regione. L’incontro è servito a valutare le metodologie di analisi dei risultati raccolti nei primi 12 giorni di applicazione del piano. Hanno partecipato il direttore del Dipartimento Salute Vito Montanaro, la direttrice dell’Aress Lucia Bisceglia, dirigenti regionali e referenti delle liste d’attesa e dei centri di prenotazione delle aziende sanitarie. Il sistema di controllo è stato rafforzato introducendo anche indicatori qualitativi.
Il fenomeno dei rifiuti resta significativo. Anche nei primi 4 giorni della settimana la quota si è attestata al 30%, pari a 3053 persone, per visite ed esami diagnostici. Tra il 9 e il 12 febbraio sono stati contattati 10.325 utenti per anticipare prestazioni ambulatoriali e 1369 per anticipare ricoveri, mentre 1200 persone sono risultate irreperibili. La rilevazione sistematica delle motivazioni dei rifiuti è partita lunedì scorso e continuerà nelle prossime settimane.
Dall’avvio del piano straordinario di riduzione delle liste d’attesa, approvato dalla Giunta regionale il 31 gennaio, sono stati richiamati complessivamente 26.190 cittadini: 21.701 per prestazioni specialistiche e 4489 per ricoveri.
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato che alcune aziende sanitarie sono già in fase avanzata nel recupero delle prestazioni con priorità U e B rispetto all’obiettivo di 124.320 interventi entro giugno 2026. Montanaro ha ribadito la necessità di proseguire parallelamente nell’erogazione delle prestazioni urgenti e brevi richieste nel 2026, così da consolidare nel tempo gli effetti del piano.
Proseguiranno inoltre le verifiche sull’appropriatezza prescrittiva, anche alla luce dell’aumento registrato nelle ultime settimane delle richieste con codici di priorità U e B.
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