TARANTO - Il rigetto della richiesta di dissequestro dell’altoforno 1 dello stabilimento siderurgico diventa tema di scontro politico. Il deputato di Fratelli d’Italia Gianluca Caramanna, capogruppo in commissione Attività produttive, definisce la decisione del gip del Tribunale cittadino una notizia negativa per Taranto e per l’intero Paese.
Secondo il parlamentare il nuovo rinvio per ulteriori accertamenti, arrivato a 9 mesi dall’incidente dello scorso maggio, avrebbe conseguenze rilevanti sul piano economico. Caramanna stima in circa 2,5 miliardi di euro i costi complessivi tra mancata produzione, minori ricavi e cassa integrazione dei lavoratori.
Nella nota il deputato sottolinea come la tempistica della giustizia si scontri con l’esigenza di rilanciare il sito produttivo e recuperare competitività industriale, sostenendo che il governo stia lavorando in questa direzione mentre l’azione della procura rappresenterebbe un ostacolo.
Caramanna conclude parlando di criticità del sistema giudiziario e richiama la necessità di una riforma, collegandola al referendum previsto il 22 e 23 marzo.
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