TARANTO - La vicenda giudiziaria collegata allo stabilimento siderurgico ionico torna al centro delle aule civili. La Corte di Cassazione ha disposto un parziale annullamento della precedente pronuncia della Corte d’Appello di Lecce, ordinando un nuovo esame delle domande di risarcimento avanzate da decine di ex dipendenti della Nuova Siet e dall’INPS.
Il principio indicato dai giudici di legittimità chiarisce che nel procedimento civile non è sufficiente accertare la presenza o meno di un reato, ma occorre stabilire in modo autonomo se i fatti contestati abbiano provocato un danno economicamente risarcibile.
Il contenzioso nasce dal trasferimento di attività tra Nuova Siet e Ilva e dalla successiva riassunzione di una parte dei lavoratori con condizioni contrattuali ed economiche differenti rispetto al passato. Da qui si è sviluppata una lunga battaglia giudiziaria che ha coinvolto numerosi ex addetti e l’istituto previdenziale anche per gli aspetti contributivi.
Sul versante penale le ipotesi di reato erano state dichiarate prescritte. La questione era quindi proseguita davanti al giudice civile per valutare l’eventuale diritto al ristoro dei danni patrimoniali e previdenziali. In precedenza la Corte d’Appello leccese aveva respinto gran parte delle richieste, ritenendo in alcuni casi inesistenti i presupposti giuridici e in altri inammissibili i ricorsi per motivi procedurali.
Con la nuova pronuncia la Cassazione ha accolto diversi ricorsi, riaprendo numerose posizioni che dovranno essere rivalutate, mentre restano escluse solo alcune pratiche giudicate non ammissibili.
Secondo l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e componente del collegio legale insieme agli avvocati Simona Scarpati e Giovanni Gentile e al compianto Pietro Dalena, la decisione rappresenta un passaggio rilevante per gli ex lavoratori coinvolti, poiché consente di riesaminare le loro richieste dopo anni di attese. Sarà ora la Corte d’Appello di Lecce, in diversa composizione, a valutare nuovamente l’intera vicenda sulla base dei criteri indicati dalla Suprema Corte.
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