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Taranto

Decreto Sicurezza, la Guardia Costiera rischia di restare esclusa dalle tutele

Chiesto il riconoscimento della pubblica sicurezza anche per i militari della Guardia costiera

Antonello Ciavarelli e Matteo Piantedosi

Antonello Ciavarelli e Matteo Piantedosi

TARANTO - Antonello Ciavarelli, coordinatore nazionale del Siulm e delegato per la Guardia Costiera interviene sullo schema di decreto legge attualmente all’esame delle Camere che introduce tutele per gli appartenenti alle forze di polizia coinvolti in procedimenti giudiziari legati ad attività di servizio. Secondo il sindacato, il provvedimento rischia di escludere ancora una volta il personale della Guardia Costiera.

Nel comunicato si evidenzia come il decreto sia pensato per proteggere gli operatori che, nello svolgimento del proprio dovere e mettendo a rischio la vita, si trovano a fronteggiare conseguenze giudiziarie derivanti da interventi contro la criminalità. Tuttavia, la Guardia Costiera non gode ancora del riconoscimento della qualifica di pubblica sicurezza, elemento che garantirebbe maggiori tutele giuridiche e operative.

Il sindacalista sottolinea che gli appartenenti al Corpo sono già ufficiali e agenti di polizia giudiziaria, ma l’assenza della qualifica di pubblica sicurezza rischia di creare, con il nuovo decreto, una distinzione tra forze dell’ordine di serie diversa. Una situazione che il sindacato definisce inaccettabile.

La questione era già stata segnalata ai parlamentari della Commissione Difesa della Camera, in particolare al gruppo di Fratelli d’Italia. Ora l’appello è rivolto direttamente a Governo, Parlamento e amministrazioni competenti affinché si proceda al riconoscimento formale delle funzioni di pubblica sicurezza alla Guardia Costiera.

Secondo Ciavarelli, questo passaggio consentirebbe di colmare una lacuna storica, favorendo soluzioni strutturali nei decreti sicurezza e garantendo maggiore tutela giuridica e fisica agli operatori, oltre a un incremento complessivo della sicurezza per la collettività.

Il rappresentante sindacale conclude auspicando una mobilitazione trasversale dei parlamentari sensibili al tema, affinché venga finalmente riconosciuto il ruolo svolto dalle donne e dagli uomini della Guardia Costiera al servizio del Paese.

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