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Lecce

Assalto al portavalori, gli indagati scelgono il silenzio. Gli avvocati chiedono i domiciliari

Interrogatorio di meno di 15 minuti davanti al gip. La difesa punta a escludere l’aggravante mafiosa

Assalto al portavalori sulla Brindisi Lecce

Assalto al portavalori sulla Brindisi-Lecce

LECCE - Hanno deciso di non rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari i due uomini coinvolti nell’inchiesta sull’assalto al portavalori. La scelta è stata confermata dai difensori di Russo e Iannelli.

L’interrogatorio di garanzia, svolto alla presenza del pubblico ministero Alessandro Prontera e del gip Tea Verderosa, è durato meno di 15 minuti. Il silenzio rientra in una strategia difensiva adottata nella fase iniziale del procedimento.

Gli avvocati hanno contestualmente chiesto la sostituzione della misura cautelare con gli arresti domiciliari e puntano soprattutto a far cadere l’ipotesi di associazione mafiosa, accusa che, se confermata, trasferirebbe il fascicolo alla Direzione distrettuale antimafia.

Ricordiamo che i due sono accusati di tentati omicidio e delitto aggravato dal metodo mafioso, associazione di stampo mafioso, danneggiamento seguito da incendio, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, tentato omicidio aggravato dai motivi abietti, rapina aggravata, estorsione, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente.

La decisione del giudice è attesa nelle prossime ore mentre proseguono le indagini per chiarire ruoli e responsabilità nell’assalto.

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