TARANTO - Acciaierie d’Italia interviene pubblicamente per rispondere alle dichiarazioni del senatore del Movimento 5 Stelle Mario Turco in merito al riavvio dell’altoforno 2. La società precisa che non vi sarebbe alcuna attività di combustione di rifiuti plastici all’interno degli impianti.
“Non è attualmente in corso alcun processo di co-incenerimento di plastiche”, afferma l’azienda, spiegando che il riferimento riguarda invece il progetto denominato Polymer Injection.
Secondo quanto comunicato, l’iniziativa è stata presentata nel 2022 al Fondo per la Transizione Industriale ed è finanziata con risorse del Pnrr con finalità legate alla decarbonizzazione dei processi produttivi e all’adeguamento alle politiche europee sul clima. Il progetto è identificato con la sigla AF 2 ma non sarebbe collegato all’altoforno 2. “La similitudine tra i due acronimi ha verosimilmente generato l’equivoco”, sottolinea la società.
Acciaierie d’Italia evidenzia inoltre che l’intervento era già noto alle istituzioni e agli enti territoriali coinvolti nel gruppo istruttore che ha approvato il piano industriale complessivo. “Il progetto era già stato valutato e inserito nella documentazione approvata in Conferenza dei Servizi”.
L’azienda ricorda infine che l’iniziativa è stata selezionata per il finanziamento pubblico e rientra nella prescrizione 471 dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata il 4 agosto 2025.
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