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Il fatto

Contratto militari, i sindacati chiedono garanzie al Governo. Tutte le richieste

Per il triennio 2025-2027 servono risorse e impegni politici prima del confronto tecnico

La Bandiera della Marina Militare

La Bandiera della Marina Militare

TARANTO - Un chiarimento politico preliminare prima dell’avvio del tavolo tecnico sul rinnovo contrattuale. È la posizione espressa in un comunicato congiunto dal S.I.M. Marina e dalle sigle sindacali rappresentative del comparto Difesa e sicurezza ad ordinamento militare in vista della trattativa per il triennio 2025-2027.

Le associazioni professionali a carattere sindacale tra militari spiegano di aver accolto positivamente l’apertura della nuova stagione negoziale, considerata un segnale atteso dal personale in una fase segnata dall’aumento del costo della vita e dalla riduzione del potere d’acquisto. Le risorse disponibili, però, vengono giudicate insufficienti e sostanzialmente analoghe a quelle del precedente triennio, già contestate durante l’esame della legge di bilancio 2026.

Secondo le organizzazioni, una dotazione economica limitata non consentirebbe di offrire risposte adeguate alle esigenze delle donne e degli uomini in uniforme e delle loro famiglie. Per questo motivo viene richiesto che il Governo chiarisca in anticipo obiettivi, impegni e fondi destinati al comparto. I sindacati precisano di non essere disponibili alla firma di un accordo privo di tutele normative e valorizzazione economica, pur ritenendo importante arrivare rapidamente al riconoscimento degli aumenti stipendiali.

Tra i nodi indicati come prioritari figura il finanziamento strutturale della specificità del comparto, ritenuto necessario per una trattativa coerente con le peculiarità del servizio militare. Viene inoltre sollecitata l’apertura di un tavolo dedicato alla previdenza, con l’obiettivo di superare gli attuali limiti che impediscono di garantire una rendita adeguata al momento del congedo.

Sul piano economico le associazioni chiedono di rafforzare stabilmente il Fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali, con l’intenzione di trasformarlo in una mensilità aggiuntiva strutturale, assimilabile a una quattordicesima. In riferimento agli impegni assunti il 18 dicembre 2024 con l’addendum contrattuale, i sindacati chiedono inoltre al Governo di chiarire cosa sia stato effettivamente realizzato, sottolineando l’assenza di riscontri documentati.

Apprezzati alcuni segnali su indennità e compensi forfettari, ma le organizzazioni chiedono un intervento più ampio. L’obiettivo indicato è superare progressivamente gli istituti forfettari e arrivare all’equiparazione del pagamento dello straordinario con quello previsto per le Forze di polizia, fino al riconoscimento di tutte le ore effettivamente svolte.

Resta infine centrale il tema delle agibilità sindacali. Senza modifiche alla legge 46, attualmente ferma, le rappresentanze militari non sarebbero nelle condizioni di operare pienamente. Viene quindi richiesto un intervento normativo che consenta alle organizzazioni di esercitare in modo completo le proprie funzioni di tutela.

Le associazioni ribadiscono la disponibilità al dialogo e alla definizione rapida del contratto, ma subordinano l’avvio del confronto tecnico a risposte politiche chiare, considerate indispensabili per raggiungere un accordo equo e sostenibile nel rispetto della dignità professionale del personale militare.

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