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L'analisi
04 Febbraio 2026 - 09:43
Le aliquote Imu
BARI - È di comune conoscenza che si è formata un’alleanza fortissima tra i politicanti locali e i palazzinari; la cosa è visibile in ogni dove e specie nelle campagne saccheggiate dai cultori del cemento armato.
Le violazioni dei Piani Regolatori cittadini ufficializzate sotto il termine di “varianti” vengono favorite forse da “bustarelle” ben gonfie, ma certamente dalla promessa di un crescente flusso di danari riveniente dall’Imu calcolato sul valore presunto delle nuove abitazioni. I palazzinari lucrano dalla vendita delle case, il Comune dalle innumerevoli tasse che si versano per avere la “concessione” a costruire e le future generazioni di politicanti e dipendenti pubblici dall’IMU; mentre il pagatore è il cittadino proprietario e il suo inquilino che non trova casa se non a prezzi esorbitanti. Tutti lo sanno ma nessuno muove un dito.
La Costituzione prevede che le pubbliche Istituzioni vengano finanziate dal gettito fiscale calcolato sul reddito prodotto da ogni cittadino. L’Imu invece è una patrimoniale e quindi incostituzionale. Oggi è un provento che permette ai Comuni di essere degli elefanti nelle economie locali. Grazie a questa tassa l’equilibrio di potere tra le varie componenti Istituzionali e tra pubblico e privato è stato alterato creando un nuovo Stato nello Stato cui è riconosciuta ex lege una propria capacità impositiva e proprie risorse. In Italia di enti cui si pagano delle quasi-tasse slegate dal reddito del contribuente ce ne sono tanti minando il rapporto paritario tra cittadino e Istituzioni che è la sostanza dello stato di diritto. Stato di diritto che non è certamente quello dove regna la tripartizione dei poteri ma quello dove Stato e cittadino sono entrambi sottoposti alla stessa legge. La “variante” al Piano regolatore Generale altro non è che il diritto del Comune e del sindaco di oggi a non rispettare la legge che esso stesso si è dato e quindi è la negazione dello stato di diritto a favore della potestà inappellabile della Istituzione Comune sul territorio e sul cittadino.
Alla stessa maniera prendere soldi dal commercio del gas o della energia elettrica o dell’acqua o dei rifiuti o in tantissime altre maniere per la loro ingiustizia costituisce una mina vagante che minaccia il futuro dello Stato che oggi si dice democratico.
La inefficienza dell’apparato pubblico si deposita e si misura in un debito, faraonico, impagabile anche solo in piccola parte e crescente che di fatto sostiene la domanda complessiva e mantiene in vita l’economia. Questa virtù del debito pubblico e della creazione di moneta che è la stella polare delle economie e degli apparati statali inefficienti ormai da un secolo ha soppiantato completamente la idea del pareggio di bilancio e ha creato un super Stato che ha rinverdito le follie naziste e sovietiche che puntavano sulla onnipotenza dello Stato che quindi non era più democratico. Oggi siamo nella stessa situazione e siamo riusciti, in ogni parte del mondo a restaurare e riproporre quel sistema “statalista” quasi senza alternativa visibile.
Destra e sinistra si differenziano in tante cose ma nessuna può dirsi sostanziale: entrambe riconoscono e perpetuano la sudditanza ineluttabile del cittadino in ogni campo della vita e financo nella compressione del diritto di proprietà cominciando dalle patrimoniali cosa che non è bella e produce e ha prodotto una bomba ad orologeria che non si sa quando deflagrerà ma è certo che porterà cambiamenti profondi.
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