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Omicidio in strada a Bari, il 42enne accusato resta in carcere

Il gip convalida il fermo e dispone la custodia cautelare. Rischio di reiterazione e pericolo di fuga alla base del provvedimento

La sede della Procura di Bari

La sede della Procura di Bari

BARI  Resta in carcere Maurizio Pastore, 42 anni, ritenuto responsabile dell’omicidio di Amleto Magellano, 39 anni, avvenuto nel pomeriggio del 17 gennaio in una strada del capoluogo. A disporre la detenzione è stato il gip del Tribunale di Bari, Giuseppe De Salvatore, che ha convalidato il fermo eseguito dai Carabinieri il 22 gennaio, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura di Bari.

Nel provvedimento cautelare il giudice evidenzia il concreto pericolo di reiterazione del reato, richiamando l’indole dell’indagato, descritta come fortemente aggressiva, imprevedibile e incline all’ira, oltre alla possibilità di una fuga, legata sia alla consapevolezza di essere stato riconosciuto da una testimone oculare sia al timore di eventuali ritorsioni.

Secondo quanto emerso finora dalle indagini, basate su testimonianze, dichiarazioni di familiari e vicini di casa e sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza, il delitto sarebbe stato compiuto in strada. Pastore avrebbe raggiunto la vittima a piedi, colpendola ripetutamente all’addome e al torace con almeno 10 coltellate, tutte in zone vitali. La moglie della vittima ha riferito che già un anno prima il marito sarebbe stato aggredito dallo stesso uomo con un martello.

Sempre secondo il racconto della donna, all’origine del gesto vi sarebbe stata una richiesta di denaro non accolta. Nel disporre la custodia in carcere, il gip ha confermato le aggravanti della premeditazione e della crudeltà. La prima sarebbe legata al fatto che l’indagato si sarebbe allontanato da casa armato di coltello, attendendo il passaggio della vittima nei pressi della propria abitazione, dove si trovava agli arresti domiciliari, per poi rientrare rapidamente. La seconda è motivata dal numero dei fendenti e dalla loro localizzazione in parti vitali del corpo.

Nel corso dell’interrogatorio davanti al giudice, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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