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Scuola
06 Novembre 2025 - 07:19
Giuseppe Valditara
BARI - Con la firma del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2022-2024 per il personale scolastico, il Ministero dell’Istruzione e del Merito segna una tappa definita “storica” dal ministro Giuseppe Valditara, che ha parlato di un risultato mai raggiunto prima nel panorama dell’istruzione italiana.
«Per la prima volta – ha dichiarato Valditara – diamo continuità contrattuale al comparto scuola. Ci sono tutte le premesse per chiudere a breve anche il contratto 2025-2027, arrivando così a tre rinnovi firmati nell’arco di un solo Governo».
Il ministro ha ricordato come il nuovo accordo ponga fine a un lungo periodo di stagnazione retributiva. «Gli stipendi del personale scolastico sono rimasti fermi per anni, dal 2009 al 2018. Oggi restituiamo rispetto e dignità a chi lavora ogni giorno per l’istruzione dei nostri giovani».
Con i rinnovi contrattuali 2019-2021 e 2022-2024, gli aumenti medi riconosciuti ai docenti ammontano rispettivamente a 123 e 150 euro mensili, mentre per il personale ATA a 89 e 110 euro. Con il successivo contratto 2025-2027, una volta siglato, si arriverà a incrementi complessivi di 416 euro lordi mensili per gli insegnanti e 303 euro per il personale amministrativo e tecnico.
Per il triennio appena firmato, il Ministero ha stanziato 240 milioni di euro aggiuntivi provenienti da fondi interni, che permetteranno l’erogazione di una una tantum destinata a docenti e ATA. Il contratto comporta inoltre arretrati pari a 1.948 euro per gli insegnanti e 1.427 euro per il personale ATA, cifre che, con il prossimo rinnovo, raggiungeranno rispettivamente 2.500 e oltre 1.830 euro.
A queste misure si aggiungono ulteriori interventi previsti nella legge di bilancio, tra cui 170 milioni di euro per la detassazione del salario accessorio, equivalenti a 140 euro di bonus una tantum per tutto il personale scolastico. Inoltre, grazie al taglio del cuneo fiscale, la maggior parte dei docenti potrà contare su un incremento fino a 850 euro all’anno, mentre per le lavoratrici madri è previsto un bonus mensile portato a 60 euro.
Il ministro ha anche illustrato le nuove iniziative di welfare scolastico, destinate a entrare in vigore dal gennaio 2026. Tra queste figura una polizza sanitaria integrativa che garantirà rimborsi fino a 3.000 euro l’anno, affiancata alla copertura contro gli infortuni sul lavoro, che in passato gravava sui dipendenti.
«Nonostante i 40 miliardi di euro di oneri legati al Superbonus che pesano sul bilancio dello Stato – ha sottolineato Valditara – siamo riusciti a investire sulla scuola, sul lavoro e sulla sicurezza dei nostri insegnanti. La nostra priorità resta quella di aumentare gli stipendi e ampliare le tutele di chi forma le nuove generazioni».
Con la sottoscrizione del nuovo contratto e l’avvio delle misure di welfare, il Governo intende consolidare un percorso di valorizzazione del personale scolastico che, nelle intenzioni del ministro, segna «un cambio di passo nella politica dell’istruzione italiana».
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