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CONTROVERSO
26 Febbraio 2026 - 06:00
La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.
Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.
L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.
Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.
Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:
CANTO DELLA TERRA di MARCO BRUNI da Massa Marittima - GR
Cammino dove il sole ha già parlato,
tra le vene secche della terra e l'odore antico
dell'uva che aspetta. Ogni passo è un patto,
ogni scricchiolio una confessione.
I filari non chiedono, accolgono.
La polvere si alza come memoria e il vento
la porta via, come se fosse peccato da dimenticare.
Non c'è voce qui, solo il suono del tempo che si
sbriciola tra le dita dei grappoli maturi. La luce pesa
come un pensiero che non vuole morire.
Sotto il piede, la foglia cede. Sopra la fronte, il sole bagna
come una madre che non ha più lacrime. La terra non giudica,
ma conserva ogni orma come una reliquia
di chi ha osato restare.
RECENSIONE
C’è un senso di appartenenza che attraversa questi versi come una corrente lenta e continua. Il cammino non è soltanto un gesto fisico, ma un atto di fedeltà a qualcosa di più antico del singolo individuo. La terra diventa presenza viva, quasi una coscienza silenziosa che osserva e trattiene. L’atmosfera è densa, calda, attraversata da una luce che pesa e non concede distrazioni.
“Ogni passo è un patto, / ogni scricchiolio una confessione”: qui il ritmo si fa solenne senza perdere naturalezza. Le immagini sono concrete, materiche – le vene secche della terra, la polvere che si alza, i grappoli maturi – e danno al testo un andamento lento, scandito, come una marcia tra i filari. Anche le similitudini hanno qualcosa di fisico e domestico, capaci di tenere insieme sacro e quotidiano.
Marco Bruni costruisce una voce poetica che non alza mai il tono, ma resta aderente al suolo che racconta. La sua scrittura è compatta, nutrita di sensazioni tattili e olfattive, con una forte attenzione al suono interno dei versi. Non c’è compiacimento lirico: tutto sembra nascere da un’esperienza vissuta, sedimentata nel tempo.
Resta la percezione di un legame che non si spezza, di una terra che non parla ma registra, custodisce, trattiene. In queste righe il gesto di restare assume un peso quasi sacro, come se ogni impronta lasciata fosse una forma di memoria che continua a respirare sotto il sole.
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NEL TUO ABBRACCIO di MINA PANARO da Mottola - TA
Nel tuo abbraccio
mi sciolgo...
Sono materia liquida
che lava ogni oblio.
Tu letto di fiume
ed io fiume...
Scivolo come un foulard di seta
tra le tue mani
e i nostri volti somigliano
a verdi foglie di acacia,
a giunchi di foresta amazzonica...
E ci ritroviamo leggeri
a volare come piume
a fior d'acqua,
sotto nuvole che si rincorrono,
lasciandoci privi di pensieri.
RECENSIONE
Il centro emotivo del testo è l’abbandono totale, una resa dolce che non ha nulla di fragile ma molto di fiducioso. L’io si scioglie, cambia stato, perde forma per trovarne un’altra dentro l’abbraccio dell’altro. Tutto si muove tra acqua e aria, tra scivolamento e volo, in una tensione continua verso la leggerezza.
L’andamento dei versi è fluido, fatto di pause brevi e sospensioni che imitano proprio quel lasciarsi andare. I puntini, gli spazi, le immagini naturali costruiscono un ritmo morbido, quasi ondeggiante. Le similitudini – il foulard di seta, le foglie di acacia, i giunchi – allargano lo spazio intimo fino a trasformarlo in paesaggio, e la ripetizione di elementi legati all’acqua rafforza l’idea di unione che scorre senza attriti.
In questa corrente si inserisce la voce di Mina Panaro, che scrive “Sono materia liquida / che lava ogni oblio” e poco dopo si definisce “Scivolo come un foulard di seta”. La scelta di immagini leggere e naturali definisce uno stile diretto, quasi istintivo, dove il sentimento prende forma attraverso figure semplici ma nitide, capaci di rendere visibile il contatto.
Rimane addosso una sensazione di sospensione, come quando ci si trova a pelo d’acqua e il mondo sembra galleggiare insieme al corpo. Non c’è peso, non c’è rumore: solo un respiro condiviso che trasforma l’abbraccio in uno spazio aperto, luminoso, attraversato da nuvole in movimento.
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Testata: Buonasera
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