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CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"Il tuo odore nel cassetto" di Nino Mazzaglia & "Rinascita" di Lidia Baiguera

Poesia del Giorno

La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.

Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.

L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.

Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.

Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:

  1. seguire le pagine social ufficiali di Buonasera24 su Facebook e Instagram;
  2. inviare all’indirizzo controverso2019@gmail.com una poesia che non superi i 30 versi indicando nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo la paternità dell’opera.

Le poesie di martedì 17 sono:

    IL TUO ODORE NEL CASSETTO di NINO MAZZAGLIA da Santa Maria di Licodia - CT

    In quella casa
    che bambino mi vide
    tanti i mobili ancora là.
    Ma ai miei occhi assetati
    risalta solo quello,
    Il tuo comodino all'angolo
    e quel piccolo cassetto,
    che apro, inalo e
    ad occhi chiusi
    ...vedo te...
    lì dentro, i tuoi occhiali,
    il vecchio accendino a benzina,
    tabacco sbriciolato.
    Il tuo odore, ancora lì,
    immutato e immutabile
    mi inebria.
    Tu sei lì dentro!
    E ritorno bambino,
    la mia vita con te
    mi scorre davanti.
    Sorride mio figlio... che hai?
    No niente... sono vivo.

    RECENSIONE

    Ci sono oggetti che trattengono più della polvere: custodiscono respiri, gesti, presenze. In questi versi la memoria passa attraverso un cassetto socchiuso, trasformando uno spazio domestico in una soglia emotiva. Il tema è quello del ricordo che non svanisce, capace di restituire per un istante ciò che sembra perduto.

    Il ritmo è frammentato, fatto di brevi enunciati e pause che imitano l’atto stesso dell’aprire e del trattenere il fiato. L’elenco concreto – occhiali, accendino, tabacco – ancora il testo alla materia, mentre l’espressione “Il tuo odore, ancora lì, / immutato e immutabile” concentra la forza sensoriale del componimento. La ripetizione e l’esclamazione finale segnano un moto improvviso del cuore.

    In questa scrittura Nino Mazzaglia sceglie una lingua semplice, quasi colloquiale, che non cerca artifici ma si affida alla sincerità dell’immagine. La voce poetica si muove tra passato e presente con naturalezza, lasciando che sia l’odore a fare da ponte tra l’infanzia e l’età adulta, tra l’assenza e una presenza ancora viva.

    Resta la sensazione di un tempo che si riapre all’improvviso, come se bastasse un gesto minimo per ritrovare interi anni di vita. In quel cassetto non c’è soltanto un ricordo: c’è un battito che continua a dire che ciò che è stato non è davvero finito.

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    RINASCITA di LIDIA BAIGUERA da Alassio - SV

    Scorgo
    un'ombra
    di lieve smeraldo
    tra spiragli
    viola cupo
    di disperazione.

    Inizio
    un viaggio nuovo
    graffiando polvere
    divorando affanni
    riamandomi.

    RECENSIONE

    C’è un punto preciso in cui la disperazione si incrina e lascia filtrare un colore inatteso. Il testo si muove dentro questa tensione sottile, tra ombra e possibilità, raccontando un passaggio interiore che non ha clamore ma decisione silenziosa. La rinascita non arriva come esplosione, bensì come percezione lieve che si fa strada nel buio.

    In questi versi Lidia Baiguera costruisce un percorso essenziale, affidato a parole isolate che respirano una alla volta. L’intenzione appare chiara: attraversare la fatica senza negarla, ma trasformandola in slancio.

    Il ritmo è spezzato, verticale, quasi fatto di gradini. “Un’ombra / di lieve smeraldo” introduce subito una sfumatura cromatica che contrasta con il “viola cupo / di disperazione”, creando una contrapposizione visiva efficace. Le immagini sono asciutte, concentrate, e l’uso dei gerundi nel finale dà movimento a ciò che prima sembrava fermo.

    Resta la sensazione di un gesto intimo che si compie senza spettatori. Tra polvere e affanni, qualcosa si rialza e riprende forma, come una luce tenue che non abbaglia ma basta a indicare una direzione nuova.

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