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CONTROVERSO
19 Gennaio 2026 - 06:00
La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.
Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.
L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.
Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.
Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:
IL CAMMINO di SANDRA CHECCARELLI da Roma
Una domenica d’inverno
fredda e buia
con poche stelle nel cielo
fuori forse una tormenta
noi tutti assieme
a guardare
a fissare
il fuoco del cammino
che arde velocemente
per carpire il segreto della vita
Lui è incontrollabile
lui è indomabile
le fiamme sono grandi ed alte
ardenti e dispettose
si muovono illuminando la stanza
si sventolano come le bandiere col vento
e fanno rumore di contentezza
ondeggiano tra mille colori
rosso e poi giallo e poi verde
scoppiettano come due innamorate
intente a fare il proprio lavoro
fino a rendere cenere
gli ultimi ceppi di legna
e noi lì imbambolati
alla ricerca di ricordi indolenti
Appannati ora dal sonno
storditi dal calore logoro
ma nella testa un solo pensiero
la nostra vita è simile
al nostro caro cammino
divampa in giovinezza in ascesa
brucia nella maturità nello scendere
e diventa cenere con la morte
RECENSIONE
La poesia apre una scena semplice e vera, una domenica d’inverno in cui il buio e il freddo sembrano stringere tutto. Il tema centrale è il tempo della vita, osservato mentre brucia davanti agli occhi, senza fretta e senza difese. Il tono è intimo, quasi familiare, e cresce lentamente fino a diventare riflessione. Il ritmo segue il movimento del fuoco, tra soste, riprese e improvvisi slanci.
Nel testo di Sandra Checcarelli il camino non è solo un oggetto, ma un centro caldo attorno a cui si raccolgono persone e pensieri. Le immagini sono vive e colorate, e rendono il fuoco quasi un personaggio con il suo carattere. Si avverte una meraviglia infantile, ma anche una quieta consapevolezza. La lingua è semplice e descrittiva, e proprio per questo arriva subito.
Versi come “il fuoco del cammino / che arde velocemente” e “la nostra vita è simile / al nostro caro cammino” legano la scena al significato più profondo. Le fiamme “si sventolano come le bandiere col vento” e “scoppiettano come due innamorate” portano dentro la stanza un’energia allegra e inquieta insieme. Le ripetizioni danno forza e continuità, come un’ipnosi che cattura lo sguardo. Anche la cenere diventa un punto di arrivo inevitabile.
L’immagine finale trasforma il camino in una piccola lezione di realtà. La giovinezza divampa, la maturità consuma, e poi resta ciò che resta. Non c’è pessimismo, ma un modo limpido di guardare la vita senza fingere. La poesia lascia addosso un calore che somiglia a un pensiero lungo, difficile da scrollarsi di dosso.
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EDOARDO di EDOARDO MICATI da Lecce
Io son come la risacca
che mai stacca,
di giorno e di notte
son la voce del mare,
furioso se mi fanno agitare,
silenzioso quando piatto divento.
Ma evaporo e sono nuvola,
evanescente,
avvolgente,
disperdente,
trasparente,
luminescente,
mi chiamano Edoardo,
tutto e niente.
RECENSIONE
La poesia gioca con l’identità come se fosse un movimento continuo, mai fermo in un solo punto. Il tema centrale è il cambiamento, vissuto come natura profonda di chi parla, capace di essere forza e quiete nello stesso tempo. Il tono è leggero ma non superficiale, con una musicalità che accompagna ogni passaggio. Il ritmo è rapido e ondoso, come una piccola mareggiata che torna.
Versi come “Io son come la risacca / che mai stacca” e “Ma evaporo e sono nuvola” rendono subito visibile questa trasformazione. Le immagini del mare e del cielo si alternano con naturalezza, come se fossero due lati della stessa persona. La ripetizione delle parole in “-ente” crea un effetto sonoro semplice e incisivo. È una scelta che dà compattezza e rende il testo quasi cantabile.
Nel testo di Edoardo Micati la voce è diretta e riconoscibile, e usa pochi elementi per costruire un ritratto completo. Il mare diventa carattere, umore, presenza costante, mentre la nuvola porta leggerezza e dissolvenza. C’è anche una piccola ironia nel modo in cui il nome entra nella poesia, senza solennità. Tutto resta sospeso tra definizione e libertà.
La chiusura lascia un’impressione netta, perché mette insieme opposti senza spiegare troppo. Essere “tutto e niente” suona come una resa, ma anche come un modo per non farsi rinchiudere. La poesia finisce con una firma che è anche un sorriso. E quel movimento, tra risacca e nuvola, continua a restare in testa.
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Testata: Buonasera
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