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CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"Il cammino" di Sandra Checcarelli e "Edoardo" di Edoardo Micati

Poesia del Giorno

La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.

Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.

L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.

Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.

Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:

  1. seguire le pagine social ufficiali di Buonasera24 su Facebook e Instagram;
  2. inviare all’indirizzo controverso2019@gmail.com una poesia che non superi i 30 versi indicando nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo la paternità dell’opera.

Le poesie di lunedì 19 sono:

    IL CAMMINO di SANDRA CHECCARELLI da Roma

    Una domenica d’inverno
    fredda e buia
    con poche stelle nel cielo
    fuori forse una tormenta
    noi tutti assieme
    a guardare
    a fissare
    il fuoco del cammino
    che arde velocemente
    per carpire il segreto della vita

    Lui è incontrollabile
    lui è indomabile
    le fiamme sono grandi ed alte
    ardenti e dispettose
    si muovono illuminando la stanza
    si sventolano come le bandiere col vento
    e fanno rumore di contentezza
    ondeggiano tra mille colori
    rosso e poi giallo e poi verde
    scoppiettano come due innamorate
    intente a fare il proprio lavoro
    fino a rendere cenere
    gli ultimi ceppi di legna
    e noi lì imbambolati
    alla ricerca di ricordi indolenti

    Appannati ora dal sonno
    storditi dal calore logoro
    ma nella testa un solo pensiero
    la nostra vita è simile
    al nostro caro cammino
    divampa in giovinezza in ascesa
    brucia nella maturità nello scendere
    e diventa cenere con la morte

    RECENSIONE

    La poesia apre una scena semplice e vera, una domenica d’inverno in cui il buio e il freddo sembrano stringere tutto. Il tema centrale è il tempo della vita, osservato mentre brucia davanti agli occhi, senza fretta e senza difese. Il tono è intimo, quasi familiare, e cresce lentamente fino a diventare riflessione. Il ritmo segue il movimento del fuoco, tra soste, riprese e improvvisi slanci.

    Nel testo di Sandra Checcarelli il camino non è solo un oggetto, ma un centro caldo attorno a cui si raccolgono persone e pensieri. Le immagini sono vive e colorate, e rendono il fuoco quasi un personaggio con il suo carattere. Si avverte una meraviglia infantile, ma anche una quieta consapevolezza. La lingua è semplice e descrittiva, e proprio per questo arriva subito.

    Versi come “il fuoco del cammino / che arde velocemente” e “la nostra vita è simile / al nostro caro cammino” legano la scena al significato più profondo. Le fiamme “si sventolano come le bandiere col vento” e “scoppiettano come due innamorate” portano dentro la stanza un’energia allegra e inquieta insieme. Le ripetizioni danno forza e continuità, come un’ipnosi che cattura lo sguardo. Anche la cenere diventa un punto di arrivo inevitabile.

    L’immagine finale trasforma il camino in una piccola lezione di realtà. La giovinezza divampa, la maturità consuma, e poi resta ciò che resta. Non c’è pessimismo, ma un modo limpido di guardare la vita senza fingere. La poesia lascia addosso un calore che somiglia a un pensiero lungo, difficile da scrollarsi di dosso.

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    EDOARDO di EDOARDO MICATI da Lecce

    Io son come la risacca
    che mai stacca,
    di giorno e di notte
    son la voce del mare,
    furioso se mi fanno agitare,
    silenzioso quando piatto divento.

    Ma evaporo e sono nuvola,
    evanescente,
    avvolgente,
    disperdente,
    trasparente,
    luminescente,
    mi chiamano Edoardo,
    tutto e niente.

    RECENSIONE

    La poesia gioca con l’identità come se fosse un movimento continuo, mai fermo in un solo punto. Il tema centrale è il cambiamento, vissuto come natura profonda di chi parla, capace di essere forza e quiete nello stesso tempo. Il tono è leggero ma non superficiale, con una musicalità che accompagna ogni passaggio. Il ritmo è rapido e ondoso, come una piccola mareggiata che torna.

    Versi come “Io son come la risacca / che mai stacca” e “Ma evaporo e sono nuvola” rendono subito visibile questa trasformazione. Le immagini del mare e del cielo si alternano con naturalezza, come se fossero due lati della stessa persona. La ripetizione delle parole in “-ente” crea un effetto sonoro semplice e incisivo. È una scelta che dà compattezza e rende il testo quasi cantabile.

    Nel testo di Edoardo Micati la voce è diretta e riconoscibile, e usa pochi elementi per costruire un ritratto completo. Il mare diventa carattere, umore, presenza costante, mentre la nuvola porta leggerezza e dissolvenza. C’è anche una piccola ironia nel modo in cui il nome entra nella poesia, senza solennità. Tutto resta sospeso tra definizione e libertà.

    La chiusura lascia un’impressione netta, perché mette insieme opposti senza spiegare troppo. Essere “tutto e niente” suona come una resa, ma anche come un modo per non farsi rinchiudere. La poesia finisce con una firma che è anche un sorriso. E quel movimento, tra risacca e nuvola, continua a restare in testa.

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