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Andria
18 Gennaio 2026 - 06:15
ANDRIA – Una condanna per diffamazione è stata pronunciata nei confronti di un utente social che aveva pubblicato commenti offensivi sotto post e storie della sindaca di Andria, Giovanna Bruno. A rendere pubblica la vicenda è stata la stessa prima cittadina, attraverso un messaggio diffuso sul proprio profilo social.
La decisione è arrivata con un decreto penale che è divenuto definitivo ed esecutivo, sancendo la responsabilità dell’autore dei messaggi per il reato di diffamazione. I commenti contestati, secondo quanto riferito, avevano carattere gravemente lesivo della persona e avevano superato i limiti del legittimo dissenso e della critica politica.
Nel suo intervento, la sindaca ha chiarito di aver sempre utilizzato i social network come strumento di informazione e comunicazione con i cittadini, mettendo in conto il confronto anche duro, il disappunto e le critiche. Allo stesso tempo ha ribadito di non aver mai accettato che, dietro lo schermo, si arrivasse a forme di aggressione verbale considerate indecenti, violente, gratuite e infondate.
La prima cittadina ha sottolineato come attacchi di questo tipo non colpiscano soltanto chi ricopre un ruolo pubblico, ma finiscano per coinvolgere anche le persone più vicine, familiari e affetti, esponendoli a un prezzo umano che non intende tollerare. Da qui, in alcuni casi, la scelta di ricorrere alla querela per tutelare la propria immagine e la propria onorabilità.
Con riferimento al procedimento concluso, la sindaca ha annunciato che la pena pecuniaria inflitta all’imputato sarà trasformata in un intervento sociale, accompagnato da un segno simbolico che ricordi il contenuto e l’esito del decreto penale. Un gesto che, nelle intenzioni, vuole ribadire il valore della responsabilità individuale nell’uso degli strumenti digitali.
Nel messaggio diffuso, Giovanna Bruno ha infine confermato la volontà di andare avanti senza arretrare di fronte a ingiustizie e cattiverie, rivendicando il dovere di difendere se stessa, la propria famiglia e la loro onorabilità, oltre a richiamare tutti a un uso consapevole e rispettoso dei social, soprattutto come esempio per le generazioni più giovani.
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