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Superbonus 110, in arrivo decreto Salva Condomini

Il Governo studia una soluzione per chiudere le pendenze dei cantieri bloccati e limitare i rischi di restituzione per famiglie e imprese

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Il Salva Condomini dovrebbe intervenire nei casi di errori negli stati di avanzamento lavori, asseverazioni non corrette e cantieri non completi

La notizia arriva dalla stampa di settore, in particolare dal Sole24Ore, secondo cui il Governo starebbe preparando un decreto fiscale per ridurre il contenzioso sorto attorno alle vicende del Superbonus e salvare migliaia di cittadini incolpevoli sui quali, purtroppo, in ultima istanza ricadono le responsabilità della eventuale restituzione del credito fruito sebbene siano incagliati magari in procedure nelle quali i lavori non sono stati completati. E la questione è assai preoccupante perchè solo nel 2025 almeno 29.000 imprese sono state coinvolte in procedure legate all’ambito fallimentare e con loro, di conseguenza, molte migliaia di cittadini che hanno fruito dei lavori agevolati.

L’ipotesi è quella di inserire, con apposito decreto, una imposta sostitutiva che liberi il contribuente da eventuali contenziosi col Fisco, tenendo anche conto che purtroppo lo Stato qualche responsabilità ce l’ha attorno a questa vicenda.

Prima consentendo l’adesione massiva ai crediti di imposta per migliaia di persone senza effettuare controlli preventivi, poi introducendoli a cose compiute e di conseguenza decretando la fine del mercato della cessione alle banche degli stessi e infine chiudendo in pochi mesi, nel 2024, l’agevolazione con cantieri ancora da completare in tutta Italia.

Una vicenda paradossale nella quale certamente alcuni hanno avuto possibilità di frodare indiscriminatamente il fisco mentre in tantissimi hanno pagato a duro prezzo la chiusura improvvisa della agevolazione.

La sanatoria fiscale permetterà al cittadino di liberarsi da pendenze con l’Agenzia delle Entrate, senza ulteriori sanzioni, attraverso il versamento di una quota d’imposta sostitutiva che verrebbe calcolata sul beneficio incassato in maniera irregolare.

Tra i casi in cui il Salva Condomini dovrebbe intervenire: errori negli stati di avanzamento lavori, asseverazioni non corrette e cantieri non completi. In parole povere, il contribuente che ha subito una di queste situazioni potrà pagare una tassa che sarà proporzionale ai benefici che ha percepito e questo gli permetterà di evitare lunghi contenziosi.

La misura di rende necessaria perchè, in base allo stato attuale, l’impianto normativo del 110% prevede che, anche di fronte ad errori commessi da tecnici o imprese e nel caso di cantieri bloccati, sia il cittadino a dover rispondere del mancato rispetto dei requisiti. Così di conseguenza il cittadino o i condominii potrebbero trovarsi nella condizione di dover restituire le agevolazioni ottenute, per l’intero.

Un danno enorme. Si deve pure considerare che avviare controlli per una mole indeterminata di cantieri e verificarne l’effettiva chiusura è pressoché impossibile e questo potrebbe portare anche a verifiche in forma indiscriminata pur di evitare la decadenza dei termini. Così il contenzioso con il fisco lieviterebbe a dismisura, oltre quello contrattuale tra cittadini e general contractor o imprese, già arrivato ad estremi irrecuperabili in numerosissimi casi. E proprio per venire incontro anche a queste condizioni il decreto potrebbe prevedere una misura ad hoc per le imprese costruttrici o i general contractor.

L’Agenzia delle Entrate sta già consentendo a molte imprese capofila di detrarre la differenza tra fatturato al committente e quanto pagato ai subappaltatori. Per evitare che vengano imposti nuovi blocchi dei cantieri, l’ipotesi è quella di introdurre una norma che consenta ai general contractor il versamento delle sole imposte non versate su tali importi, senza che vengano applicate loro sanzioni o interessi.

Sebbene la misura agevolativa vada ormai chiudendosi, già nel mese di gennaio 2026, per cantieri riferiti all’anno 2025 evidentemente, Enea riporta ancora un montante di detrazioni certificate molto elevato. Sono infatti 130 miliardi di euro le detrazioni riconosciute ai cittadini per i lavori eseguiti. Il totale degli investimenti ammessi a detrazione per il Superbonus 110% ammonta a 124 miliardi e 241 milioni di euro. Il totale degli investimenti per lavori conclusi ammessi a detrazione è stato di 120 miliardi e 663 milioni

Gli immobili interessati dallo sgravio sono 502.919 di cui 139.912 condomini, 245.583 edifici unifamiliari, 117.419 unità immobiliari funzionalmente indipendenti e 5 edifici aperti al pubblico. Come spiegato dal Sole 24 Ore, gran parte delle operazioni realizzate nei condomini ha seguito lo schema del general contractor e per questa tipologia di immobili sono maturate, al 31 dicembre scorso, circa 81,5 miliardi di agevolazioni. A quanto ammonterebbe la percentuale di imposta sostitutiva da versare? Il contribuente potrà saldare le proprie pendenze tramite il pagamento di una percentuale, attorno al 5%, dell’intero incasso ottenuto tramite cessione del credito o sconto in fattura. Si tratterebbe nei fatti, di restituire una quota minima rispetto alle somme incassate con la maxi agevolazione concessa per gli interventi di riqualificazione energetica e sismica dell’immobile, chiudendo definitivamente il rischio di accertamenti.

*Dottore Commercialista - Revisore Legale

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