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CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"Il sigaro di Dio" di Francesco Dell'Orso e "Senilità" di Chiara Batoni

Poesia del Giorno

La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.

Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.

L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.

Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.

Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:

  1. seguire le pagine social ufficiali di Buonasera24 su Facebook e Instagram;
  2. inviare all’indirizzo controverso2019@gmail.com una poesia che non superi i 30 versi indicando nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo la paternità dell’opera.

Le poesie di giovedì 8 sono:

    IL SIGARO DI DIO di FRANCESCO DELL'ORSO da Alanno - PE

    Cammino lento,
    passo di chi conosce la sera,
    nel sentiero il filo di fumo antico che
    sembra lasciar andare la vita
    tra le nuvole del mistero.
    La giovinezza bevuta senza fiato
    tra l’ebrezza dell’assenza.
    Sguardo acceso dalla fiamma
    ardente del sigaro di Dio
    che non si consuma mai,
    come la letizia nel cuore di organza.
    Tra un sorriso e un grido,
    tra un sogno bambino e un canto leggero,
    uniti nel volto del padre.

    RECENSIONE

    La poesia crea subito un’atmosfera raccolta e notturna, fatta di passi lenti e pensieri profondi. Il tema centrale è il passaggio del tempo, vissuto tra memoria e mistero. Il ritmo è calmo, quasi meditativo, e accompagna il cammino interiore del testo. L’emozione che emerge è intima, fatta di nostalgia e tenerezza.

    Nel testo di Francesco Dell’Orso il linguaggio resta semplice ma carico di significato. Le immagini della sera, del fumo e del fuoco costruiscono una scena silenziosa e intensa. La figura del padre appare come punto di unione tra passato e presente. Tutto si muove in uno spazio affettivo e spirituale.

    Versi come “Sguardo acceso dalla fiamma / ardente del sigaro di Dio” e “che non si consuma mai” danno forza simbolica alla poesia. Il sigaro diventa un’immagine centrale, legata a una presenza che resiste nel tempo. Le metafore sono delicate e facilmente comprensibili. La struttura dei versi accompagna il pensiero senza spezzarlo.

    Nell’ultima parte il testo si concentra sugli affetti e sulle emozioni più profonde. Il sorriso, il grido e il sogno convivono senza scontrarsi, creando un equilibrio umano. La poesia si chiude con un’immagine semplice e intensa, che riassume tutto il percorso. Rimane una sensazione di calore e di intima vicinanza.

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    SENILITÀ di CHIARA BATONI da Recanati (MC)

    Occhi offuscati dal velo del tempo,
    fronte scolpita da tante emozioni.
    Quante battaglie vittorie sconfitte
    restano scritte sul viso e nel cuore.

    Quanti ricordi del tempo passato,
    ma nel presente si sente un gran vuoto.
    Tempo impietoso che grava pesante:
    capelli di neve mano tremante…

    Niente è più tenero e più crudele.
    Triste sorriso d’amara saggezza.
    Fragile forza bellezza sbiadita
    e tra le dita brandelli di vita.

    RECENSIONE

    La poesia affronta il tema del tempo che passa lasciando segni visibili e interiori. Il tono è sobrio e intenso, capace di restituire la fatica e la dignità dell’età avanzata. I versi sono brevi e incisivi, come pensieri che affiorano uno dopo l’altro. L’atmosfera complessiva è malinconica ma lucida.

    Immagini come “occhi offuscati dal velo del tempo” e “capelli di neve mano tremante” rendono subito chiaro il quadro emotivo. Il corpo diventa il luogo dove restano incise le esperienze di una vita. Le emozioni non sono gridate, ma trattenute, e proprio per questo arrivano con forza. Il ritmo spezzato accompagna bene questo senso di fragilità.

    Nel testo di Chiara Batoni emerge una riflessione sincera sulla vecchiaia e sulla memoria. Il linguaggio è semplice e diretto, senza abbellimenti inutili. Le immagini si susseguono come frammenti, tenuti insieme da una stessa consapevolezza. La poesia guarda al passato senza nostalgia eccessiva.

    Negli ultimi versi si avverte un equilibrio sottile tra tenerezza e durezza. La saggezza non cancella il dolore, ma lo rende più chiaro. Tutto ciò che è stato detto prima trova qui una forma raccolta e coerente. Rimane nel lettore una sensazione di verità silenziosa e profonda.

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