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L'intervento

Cosa ci manca per essere città universitaria

Il dibattito aperto dal nostro giornale sull'università a Taranto

Gianluca Mastromarino

Gianluca Mastromarino

Mentre è stato appena presentato il corso di laurea in Farmacia, prosegue il dibattito aperto dal nostro giornale sull'università a Taranto. Ospitiamo l'intervento di Gianluca Mastromarino, già consigliere comunale di Statte

Gent.mo Direttore Ferrari,

colgo l’occasione per esprimere alcune riflessioni in considerazione della circostanza che nelle scorse settimane, sulle colonne del vostro quotidiano è stato tenuto in viva attenzione il tema relativo all’Università a Taranto.

Si sono infatti susseguiti interventi di figure politiche e del mondo dell’associazionismo che hanno espresso considerazioni e proposte riguardanti lo sviluppo dell’Università a Taranto.

Non nascondo che personalmente apprezzo l’attenzione che da lungo tempo Taranto Buonasera dedica al dibattito relativo alla presenza universitaria a Taranto, mantenendo viva la discussione su un tema che rappresenta un asset di straordinaria importanza per lo sviluppo culturale, economico e sociale della città di Taranto e della sua Provincia.

A tal riguardo è doveroso evidenziare che nel corso dei trenta anni dalla data dell’insediamento della prima facoltà universitaria a Taranto, sono stati fatti grandi passi in avanti. Penso alla presenza di numerosi corsi di laurea ad indirizzo giuridico, economico, sanitario, medico, informatico, ambientale, ingegneristico eccetera, i quali nel corso di questo trentennio hanno consentito a migliaia di giovani tarantini di svolgere il proprio percorso universitario e di conseguire la laurea nella propria terra, continuando qui il loro percorso professionale.

Questo dato tuttavia impone oggi una riflessione, necessaria per capire se Taranto sia diventata o meno una città universitaria.

A mio personale avviso la differenza per rendere Taranto città universitaria non può transitare esclusivamente dalla circostanza legata all’istituzione di un’università autonoma dall’Università degli Studi di Bari e dal Politecnico, ma questo aspetto dipende da altri indicatori, legati soprattutto alla capacità attrattiva dei corsi di studio e dei servizi attivi a Taranto nel richiamare studenti provenienti dalle altre province e regioni italiane.

La città di Taranto attualmente risulta carente di spazi adibiti a residenze universitarie. Sono attualmente in itinere i lavori che vedranno realizzate le residenze universitarie di Vico Novelune nella città vecchia e di Palazzo Frisini, ma prima della progettazione e cantierizzazione di questi interventi non si è affrontato in misura adeguata il tema dell’housing universitario.

Sarà importante pensare alla realizzazione di una card dello studente che consenta ai giovani universitari l’accesso a servizi pubblici e privati con sconti ed agevolazioni.

Occorre inoltre sostenere economicamente le iniziative di studio e di ricerca anche coinvolgendo le realtà amministrative locali e gli operatori economici privati del territorio.

A tal proposito sarebbe interessante comprendere anche lo stato dei lavori delle attività della Fondazione Universitaria Archita, la quale può rappresentare un luogo di incontro dei vari stakeholders del territorio (ad es. Enti Locali, entità rappresentative delle categorie del mondo delle imprese, delle professioni e dei lavoratori) nell’agire per lo sviluppo universitario a Taranto.

Il tema dello sviluppo universitario a Taranto oggi rappresenta una sfida per il futuro della città, tuttavia per poter fare in modo che esso si concretizzi e si potenzi bisognerà lavorare in maniera coesa, superando le divisioni di veduta, vedendo quale unico obiettivo finale la crescita e lo sviluppo dell’università Jonica.

 

Gianluca Mastromarino

Già Consigliere Comunale Comune di Statte

Già Consigliere Unionale Unione dei Comuni “Terra delle Gravine”

 

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