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Il fatto
03 Aprile 2026 - 08:08
La Guardia di Finanza di Napoli
TARANTO - Una presunta frode milionaria ai danni dello Stato nel settore dei bonus edilizi è al centro di un’operazione condotta dalla Guardia di finanza di Napoli, che ha portato all’esecuzione di un sequestro preventivo d’urgenza per un valore complessivo di 10.550.971,25 euro. Il provvedimento, disposto dalla Procura della Repubblica di Nola e successivamente convalidato dal giudice per le indagini preliminari, riguarda 7 persone e 3 società, attive in diverse regioni italiane, tra cui Campania, Emilia-Romagna, Puglia, Piemonte e Toscana.
L’indagine, sviluppata dai militari della Compagnia di Casalnuovo di Napoli, ha preso avvio dalle segnalazioni presentate da circa 100 condòmini residenti in due complessi dello stesso territorio. I cittadini hanno denunciato la presenza nei propri cassetti fiscali di crediti ceduti all’impresa esecutrice, a fronte di interventi edilizi e di efficientamento energetico eseguiti in modo non conforme e accompagnati, secondo gli investigatori, da documentazione che ne attestava falsamente la conclusione.
Dagli accertamenti è emersa l’ipotesi di una maxi truffa strutturata, orchestrata dagli amministratori delle società coinvolte con il supporto di consulenti tecnici e fiscali. Attraverso attestazioni non veritiere sull’avanzamento e sul completamento dei lavori, sarebbero stati generati cosiddetti crediti fittizi per oltre 10 milioni di euro, successivamente immessi sul mercato mediante operazioni di cessione a condizioni particolarmente vantaggiose.
Il sequestro ha consentito di bloccare in tempi rapidi circa 3 milioni di euro di crediti ancora presenti nei cassetti fiscali, evitando che venissero ulteriormente ceduti. Contestualmente, sono stati sottoposti a vincolo oltre 30 immobili situati nelle province di Napoli e Taranto, 9 autovetture, quote societarie riferite a 14 società per un valore di circa 500 mila euro, oltre a rapporti finanziari.
Nel corso delle operazioni, con il supporto delle unità cinofile specializzate nella ricerca di valuta, sono stati rinvenuti e sequestrati anche 80 mila euro in contanti, custoditi presso le abitazioni di due degli indagati.
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