BARI - Preoccupazione e contrarietà per l’ipotesi di riduzione delle risorse destinate all’Alta Velocità sulla dorsale adriatica. A esprimere una posizione netta è la FILT CGIL Puglia, che interviene sulle notizie relative a un possibile dirottamento di fondi verso altre opere infrastrutturali.
Al centro della polemica ci sarebbe lo spostamento di circa 163 milioni di euro, destinati inizialmente alla linea adriatica, verso interventi diversi, tra cui la copertura degli extracosti della diga foranea di Genova. Una prospettiva che il sindacato giudica inaccettabile.
“Si tratta di un’opera strategica per il Paese e, in particolare, per il Mezzogiorno”, si legge nella nota, che evidenzia come negli anni il progetto sia stato più volte esposto al rischio di definanziamento.
Secondo la FILT CGIL, il taglio delle risorse rappresenterebbe un ulteriore colpo per il Sud, già segnato da ritardi infrastrutturali. “Ancora una volta si profila una scelta che interviene sottraendo risorse al Sud, compromettendo prospettive di sviluppo, coesione territoriale e diritto alla mobilità”, viene sottolineato.
A rafforzare le preoccupazioni è quanto accaduto recentemente lungo la linea ferroviaria adriatica. La frana verificatasi nei pressi di Vasto San Salvo ha interrotto il traffico ferroviario, mettendo in evidenza la vulnerabilità dell’infrastruttura e le conseguenze per cittadini e lavoratori.
“L’interruzione del servizio ha avuto conseguenze pesantissime sulla mobilità, producendo di fatto un isolamento del Sud”, si legge nel documento, che richiama la necessità di interventi urgenti.
Il sindacato evidenzia come le criticità strutturali si intreccino con gli effetti dei cambiamenti climatici, rendendo ancora più urgente un piano di investimenti mirati. In questo contesto, sottrarre fondi all’Alta Velocità viene definito incomprensibile e rischioso.
“Non si tratta soltanto di ridurre i tempi di percorrenza, ma di garantire standard adeguati di sicurezza, resilienza e affidabilità del servizio ferroviario”, sottolinea la FILT CGIL Puglia.
Nel documento viene ribadito anche il valore del diritto alla mobilità. “Il diritto alla mobilità rappresenta un diritto di cittadinanza e non può essere subordinato a logiche di compensazione territoriale”, afferma il sindacato, chiedendo al Governo e al Ministero delle Infrastrutture di confermare integralmente le risorse previste.
Tra le richieste avanzate figurano anche l’accelerazione degli interventi di ammodernamento e messa in sicurezza della rete esistente, oltre alla definizione di un piano straordinario per rafforzare la resilienza delle infrastrutture ferroviarie nel Mezzogiorno.
Il sindacato sollecita inoltre l’apertura di un confronto immediato con le organizzazioni sindacali e le Regioni interessate, per condividere strategie e priorità.
“Non è più tempo di rinvii né di decisioni che continuano a penalizzare il Sud”, conclude la FILT CGIL Puglia, annunciando che continuerà a monitorare la situazione e a promuovere iniziative a tutela del territorio e dei cittadini.