TARANTO - La chiusura delle attività all’interno dei Giardini Virgilio accende lo scontro tra l’imprenditore Mino Palmisano e l’amministrazione comunale. Il titolare dello storico bar “I Giardini” di viale Virgilio interviene pubblicamente dopo il provvedimento che ha portato alla revoca delle autorizzazioni da parte degli uffici Patrimonio e Suap, denunciando una situazione che definisce ingiusta e dalle conseguenze pesanti sul piano occupazionale.
Palmisano sostiene che l’attività è stata sempre condotta nel rispetto delle norme, nonostante criticità strutturali che, a suo dire, non sarebbero riconducibili alla gestione privata ma a condizioni preesistenti. L’imprenditore rivendica inoltre gli investimenti sostenuti negli anni per mantenere operativo uno dei luoghi più frequentati della città, evidenziando come la struttura sia rimasta attiva e fruita dal pubblico sotto il controllo degli enti competenti.
Nel suo intervento, il gestore punta il dito contro il Comune, accusato di aver prima affidato tramite bando la gestione dell’area e poi di aver disposto la chiusura facendo leva su presunte irregolarità. Secondo Palmisano, le strutture contestate sarebbero state già presenti al momento dell’assegnazione, e non realizzate dall’attuale gestione. Da qui la contestazione di una responsabilità che ritiene non propria.
L’imprenditore richiama anche il dato economico, spiegando che dal 2020 a oggi sarebbero stati versati nelle casse comunali oltre 450.000 euro tra canoni e oneri. Una cifra che, sottolinea, assume un peso ancora maggiore considerando la situazione finanziaria dell’ente.
Il nodo principale resta quello occupazionale. La chiusura, infatti, rischia di lasciare senza lavoro 59 persone e di bloccare un indotto economico che ruota attorno alle attività dei Giardini Virgilio, coinvolgendo un numero analogo di lavoratori. Una prospettiva che Palmisano definisce inaccettabile, soprattutto alla luce del ruolo che il complesso ha avuto negli anni come punto di aggregazione cittadina.
Nel suo appello, l’imprenditore ribadisce la disponibilità ad affrontare la vicenda nelle sedi competenti, ma respinge ogni addebito diretto. “Non siamo noi ad aver creato i problemi, li abbiamo trovati e affrontati”, è la linea sostenuta, accompagnata dalla richiesta di chiarezza sulle responsabilità e sulle scelte che hanno portato allo stop delle attività.
La vicenda dei Giardini Virgilio, già teatro in passato di iniziative pubbliche e politiche, si trasforma così in un caso che intreccia gestione amministrativa, lavoro e futuro di uno spazio simbolo per la città.