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Il caso

Fondi dirottati alla diga di Genova, “Tolti 163 milioni alla linea ferroviaria adriatica”

Il Consigliere regionale del Pd, Ubaldo Pagano, denuncia nuovi tagli alle risorse Pnrr destinate al Sud. Nel mirino anche il silenzio del centrodestra pugliese

La frana di Petacciato

La frana di Petacciato

BARI - Nuove polemiche sulla distribuzione dei fondi infrastrutturali destinati al Mezzogiorno. A sollevarle è Ubaldo Pagano, ex deputato e presidente della Commissione Bilancio della Regione Puglia, che denuncia lo spostamento di ulteriori risorse dalla linea ferroviaria adriatica verso altri interventi nazionali.

Secondo quanto evidenziato, 163 milioni di euro del Pnrr sarebbero stati destinati alla diga foranea di Genova, con una ripartizione di 63 milioni nel 2027 e 100 milioni nel 2028. Una decisione che, stando alle dichiarazioni, si aggiunge a un precedente definanziamento pari a 148 milioni già registrato nel luglio 2025.

Il risultato complessivo, sottolinea Pagano, è una riduzione significativa degli investimenti sulla dorsale adriatica, che in meno di un anno avrebbe perso oltre 300 milioni di euro di risorse originariamente previste.

Nel mirino anche la politica regionale di centrodestra, accusata di non aver preso posizione su una vicenda che riguarda direttamente il territorio pugliese. Pagano richiama in particolare i rappresentanti della Lega, evidenziando come il partito esprima figure chiave al Ministero delle Infrastrutture, tra cui il viceministro Edoardo Rixi, sostenitore dell’opera genovese.

L’ex parlamentare sollecita una presa di posizione chiara, ribadendo che la tutela degli interessi della Puglia e del corridoio adriatico non può essere subordinata a logiche politiche, ma rappresenta un obbligo istituzionale.

La critica si concentra infine su quella che viene definita una contraddizione tra le dichiarazioni pubbliche e le scelte adottate a livello nazionale, con il rischio, secondo Pagano, di penalizzare ancora una volta il Sud e la rete infrastrutturale adriatica.

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