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Gallipoli

Agguato a colpi di pistola, 3 arresti per tentato omicidio. Tra loro anche due fratelli

Svolta nelle indagini sul ferimento del 27 ottobre. In carcere 3 persone di Gallipoli. Contestati anche reati in materia di armi

Gli arresti della Polizia di Stato di Gallipoli

Gli arresti della Polizia di Stato di Gallipoli

GALLIPOLI - È approdato a un punto fermo il grave episodio di sangue avvenuto il 27 ottobre scorso nel centro salentino, quando alcuni colpi di arma da fuoco furono esplosi contro un uomo di Gallipoli. Nella mattinata del 18 febbraio gli agenti hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 3 persone residenti a Gallipoli, tra cui 2 fratelli.

Il provvedimento restrittivo è stato disposto dal G.I.P. di Lecce su richiesta della Procura della Repubblica di Lecce, che ha coordinato le indagini. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentato omicidio, detenzione illegale di armi e parti di armi comuni da sparo e munizioni, porto di armi in luogo pubblico e ricettazione.

Le attività investigative sono state condotte dal Commissariato di P.S. di Gallipoli con il supporto della Squadra Mobile della Questura di Lecce. L’inchiesta ha preso le mosse immediatamente dopo la sparatoria, segnalata nella serata del 27 ottobre, quando furono uditi diversi colpi d’arma da fuoco indirizzati contro un uomo.

All’arrivo delle volanti della Polizia di Stato, i protagonisti della vicenda si erano già allontanati. Il ferito, raggiunto da un proiettile al torace, era stato soccorso poco distante da un giovane che lo aveva accompagnato all’ospedale di Gallipoli per le prime cure. In seguito, considerata la gravità delle lesioni, era stato trasferito all’ospedale di Lecce, dove era stato ricoverato nel reparto di rianimazione con prognosi riservata. Le sue condizioni, pur serie, non erano tali da far temere per la vita.

Fin dalle prime ore successive all’agguato, gli investigatori hanno avviato una complessa attività di ricostruzione dei fatti. Sono state raccolte le testimonianze di persone informate, analizzati i filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e svolti accurati sopralluoghi da parte della polizia scientifica, con repertazione di bossoli e ogive. Determinanti anche le consulenze balistiche e medico legali.

L’indagine, sviluppata sotto la direzione della Procura, si è avvalsa inoltre di strumenti tecnici quali intercettazioni, analisi del traffico telefonico e comparazione dei contenuti informatici estratti da telefoni cellulari. Gli elementi raccolti hanno consentito di delineare un quadro maturato in un contesto di forte contrapposizione tra famiglie coinvolte, secondo quanto emerso, nell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

Secondo la ricostruzione investigativa, i colpi esplosi contro la vittima sarebbero stati una reazione a un precedente episodio di fuoco avvenuto poco prima, ai danni di un familiare degli odierni arrestati, per mano dello stesso uomo poi ferito. Un’escalation che avrebbe innescato una risposta armata in un’area frequentata da numerosi cittadini e automobilisti estranei ai fatti, con conseguenze che solo per circostanze favorevoli non si sono trasformate in una tragedia.

Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire quanto accaduto la sera del 27 ottobre 2025. Il padre di 2 degli arrestati si sarebbe messo sulle tracce dell’uomo poi raggiunto dai proiettili, raggiungendo i pressi della sua abitazione e attendendolo nascosto nell’oscurità per un certo periodo di tempo. Nel frattempo uno dei figli avrebbe perlustrato la zona compiendo diversi passaggi attorno all’edificio.

Quando l’uomo ricercato è arrivato a piedi, l’indagato appostato sarebbe uscito allo scoperto affrontandolo. Al termine di un breve confronto, avrebbe impugnato una pistola, risultata dagli accertamenti un’arma a salve modificata e idonea a utilizzare munizioni calibro 6.35, esplodendo alcuni colpi che non hanno centrato il bersaglio ma hanno colpito un’autovettura parcheggiata nelle vicinanze.

Poco dopo sarebbe sopraggiunta un’auto con a bordo i figli dell’uomo precedentemente affrontato e contro il quale erano stati sparati i colpi. Dopo un breve inseguimento, anche loro avrebbero fatto fuoco, colpendo la vittima all’emitorace posteriore sinistro.

Il quadro indiziario così delineato ha portato il pubblico ministero titolare del fascicolo a richiedere la misura cautelare in carcere, accolta dal G.I.P. di Lecce. L’ordinanza è stata eseguita mercoledì 18 febbraio. Per i 3 indagati si sono aperte le porte del carcere di Lecce.

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