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Il fatto

Presentato al Castello Aragonese il volume sulle Fiamme Gialle di Otranto

Ricostruita in oltre 350 pagine la storia del Corpo tra mare, confini e comunità locale

Presentato al Castello Aragonese il volume sulle Fiamme Gialle di Otranto

Presentato al Castello Aragonese il volume sulle Fiamme Gialle di Otranto

OTRANTO - La storia della presenza della Guardia di Finanza nella città più orientale d’Italia diventa un libro. Mercoledì 11 febbraio 2026, nel Castello Aragonese, è stato presentato il volume “Dogane, Doganieri e Fiamme Gialle di Otranto”, scritto dal colonnello in congedo Gerardo Severino e dal luogotenente Marco Di Lisio della Compagnia locale.

All’incontro hanno partecipato il comandante regionale Puglia della Guardia di Finanza, generale di divisione Guido Mario Geremia, il sindaco Francesco Bruni e numerose autorità civili e militari. L’opera rappresenta un omaggio del Corpo alla città e alla sua storia, ricostruendo secoli di attività attraverso documenti d’archivio e testimonianze spesso rimaste ai margini delle cronache.

Il lavoro editoriale racconta il ruolo dei finanzieri impegnati nella difesa dei confini e nel contrasto ai traffici illegali, tra terra e mare, in un territorio storicamente segnato da scontri con contrabbandieri e attività illecite. Un impegno svolto spesso lontano dai riflettori ma a sostegno della comunità locale.

La sala del castello ha registrato una partecipazione numerosa, con personale in servizio e in congedo e cittadini interessati a conoscere una pagina di storia poco divulgata. Il volume supera le 350 pagine e ripercorre vicende e personaggi legati alla presenza delle Fiamme Gialle nel territorio.

Dopo i saluti del sindaco è intervenuto il comandante regionale Geremia che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa e per il contributo degli autori. La presentazione è stata arricchita dall’intervento dello studioso Mario Cazzato della Società storica di Terra d’Otranto, mentre la serata è stata moderata dal giornalista Gianfranco Lattante.

L’iniziativa conferma l’attenzione della Guardia di Finanza verso progetti culturali capaci di rafforzare il legame con il territorio e diffondere la conoscenza delle proprie tradizioni istituzionali.

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