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La lettera aperta

Il grido d’aiuto dei genitori Dast: "Non spegnete il futuro dei nostri figli"

A Grottaglie continua a tenere banco la vicenda dell'affidamento dell'immobile che ospita la cooperativa sociale

La Cooperativa Futura Dast di Grottaglie

La Cooperativa Futura Dast di Grottaglie

GROTTAGLIE - Non è solo una questione di carte bollate, scadenze contrattuali o tecnicismi amministrativi. Per le famiglie dei ragazzi della Cooperativa Sociale Futura DAST, la posta in gioco è la stabilità emotiva e il percorso di vita di decine di persone con disabilità.

La pubblicazione di una toccante Lettera Aperta ha riacceso i riflettori su una vicenda che da settimane scuote la comunità grottagliese. Madri, padri e caregiver hanno deciso di uscire allo scoperto con un appello accorato, rivolto alle Istituzioni, per scongiurare l'interruzione di un servizio che dura da quasi venticinque anni.

​Il "cuore" della disputa risiede nella continuità operativa della cooperativa all'interno della storica sede. Per i ragazzi che frequentano il centro, la struttura non è un ufficio, è una "seconda casa". La psicologia dello sviluppo e i protocolli riabilitativi insegnano che, per le persone con fragilità, il cambiamento del setting e delle figure di riferimento può causare regressioni profonde e traumi difficili da sanare.

​L’interrogativo sollevato dalle famiglie è provocatorio ma necessario: “È questo il valore che diamo all’inclusione?”. La sensazione, leggendo tra le righe della protesta, è quella di una comunità che si sente tradita da logiche che sembrano privilegiare la forma sulla sostanza dei diritti umani.

​Oltre al danno per i ragazzi, l'articolo mette in luce l'allarme per il cosiddetto "burnout dei caregiver". Privare le famiglie di un supporto professionale d'eccellenza significa lasciarle sole a gestire carichi assistenziali immensi, trasformando un diritto costituzionale all'assistenza in un peso privato e silenzioso.

​La politica locale è ora chiamata a una risposta che non sia solo procedurale. La sfida è trovare una sintesi che garantisca la legalità degli atti amministrativi senza calpestare la dignità e la continuità educativa.

​Il Testo Integrale della Lettera Aperta:

"Siamo le madri, i padri e i caregivers dei ragazzi che ogni giorno vivono, crescono e trovano autonomia presso la Società Cooperativa Sociale Futura DAST di Grottaglie.

Scriviamo questa lettera con il cuore colmo di preoccupazione e anche con la determinazione di chi non può permettere che il silenzio cali su un servizio vitale. Per i nostri ragazzi, la DAST non è semplicemente un centro di riabilitazione: è una seconda casa. É il luogo dove i loro limiti si trasformano in possibilità, dove i "progetti di vita personalizzati" non sono solo carta burocratica; sono sorrisi, passi verso l'autonomia e dignità riconquistata. L'interruzione di questi servizi non sarebbe solo un "taglio tecnico" o amministrativo.

Per le nostre famiglie sarebbe un colpo devastante. Significherebbe interrompere percorsi educativi e riabilitativi costruiti con anni di fatica; privare i nostri ragazzi dei loro punti di riferimento affettivi e sociali; lasciare le famiglie sole a gestire un carico assistenziale che necessita di competenze professionali. La storia della DAST a Grottaglie dura da venticinque anni. Abbiamo visto questa realtà operare con dedizione anche nei momenti più difficili. Oggi, davanti al rischio di un blocco della continuità educativa e assistenziale, chiediamo alle Istituzioni e alla politica tutta "è questo il valore che diamo all'inclusione"? Non possiamo accettare che logiche diverse calpestino i diritti dei più fragili.

La continuità del servizio è un dovere morale prima ancora che civile. Chiediamo che la Cooperativa possa continuare a svolgere il proprio operato nella stessa sede dove ormai sono presenti da oltre vent'anni. Noi non resteremo a guardare mentre il futuro dei nostri ragazzi viene messo in discussione.

I genitori e caregivers dei ragazzi della Cooperativa Futura DAST ONLUS.

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