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CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"Le scale" di Eliseo Pisinicca & "Nato uomo" di Pasquina Mevi

Poesia del Giorno

La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.

Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.

L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.

Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.

Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:

  1. seguire le pagine social ufficiali di Buonasera24 su Facebook e Instagram;
  2. inviare all’indirizzo controverso2019@gmail.com una poesia che non superi i 30 versi indicando nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo la paternità dell’opera.

Le poesie di martedì 21 sono:

    LE SCALE di ELISEO PISINICCA da Panicarola - PG

    Salgo
    e scendo
    le scale
    del tempo
    al ritmo
    di una marea,
    a volte
    onda impetuosa,
    altra
    fangosa
    risacca.

    Questo tempo
    sempre inquieto
    che non è possibile
    imbavagliare.

    Quante volte
    l’ho incontrato
    per le scale
    e mai
    un cenno
    di saluto.

    Tempo
    troppo spesso
    sperperato,
    spesso
    rimpianto,
    tempo
    senza capo
    e senza coda.

    Questo tempo
    non nostro,
    solo
    prestato.

    Chissà
    quando
    si dovrà
    restituire.

    RECENSIONE

    I versi si muovono lungo l’immagine verticale di una scala per spiegare come scorre la nostra vita, tra momenti belli e momenti difficili. L'atmosfera è calma e fa riflettere, come quando ci fermiamo un attimo a pensare a quanti anni sono già passati. In questa poesia, Eliseo Pisinicca descrive il tempo come un compagno di viaggio che ci cammina accanto, ma che non riusciamo mai a fermare o a capire del tutto.

    Il ritmo della poesia è corto e veloce, proprio come i gradini di una scala che si fanno uno dopo l'altro. L'autore ci ricorda che spesso sprechiamo le nostre giornate o ci pentiamo di non aver fatto le cose in tempo. La scrittura è molto facile da capire e ci mostra un tempo che non ha né un inizio né una fine chiara, ma che scivola via senza salutarci, proprio come uno sconosciuto incontrato per strada.

    L'idea più forte della poesia è che il tempo non ci appartiene, ma ci è stato solo prestato per un po'. Non siamo noi i padroni dei nostri giorni, siamo solo degli ospiti che devono godersi il viaggio finché dura. Il linguaggio è semplice e usa parole che tutti conosciamo per spiegare un mistero grande, facendoci sentire quanto sia prezioso ogni singolo istante che viviamo.

    Il senso finale sta proprio nel chiederci quando dovremo restituire questo regalo che è la vita. Ci lascia con una domanda aperta che ci spinge a non buttare via i nostri giorni e a dare più valore a quello che abbiamo oggi. È una poesia molto umana che, con delicatezza, ci insegna ad avere più rispetto per il tempo che ci resta da vivere.

    _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 

    NATO UOMO di PAQUINA MEVI da Vada - LI

    Trasuda amore l’elegia del tuo ricordo
    non ci sono foto tra le mie mani
    a ricordare le espressioni del tuo volto
    ma la tua personalità giocosa sempre
    che mi accompagna ancora.

    Ravviso nelle mani di un giovane ragazzo
    la purezza disarmante della pelle tua, le tue
    lunghe e forti mani bianche.
    E la tua chioma fluente lasciata correre
    come correvi tu bambino e nella gioventù
    in memorabili saette con i tuoi amici.
    E i tuoi quaderni disegnati a biro
    sui quali trattengo un respiro breve,
    breve, quanto il tuo essere stato vero.

    Trasuda gioia l’esserci stato
    accanto a me fonte di ricchezza
    legame che varca il possesso
    nella nobiltà dell’essere sublime fortezza.
    Sopra ogni dubbio, fratellanza pura
    invincibile protezione sicura.

    Sicuro il tuo sguardo quando
    al comando dell’emotività bambina
    tendevi un ponte al nostro affannoso vivere.
    Di noi due, tu il più grande
    e non solo di me, tu, bambino nato uomo
    com’io, da sempre, bambina nata donna.

    RECENSIONE

    I versi raccontano come il ricordo di una persona cara possa restare vivo anche senza bisogno di guardare delle vecchie fotografie. L'atmosfera è dolce e piena di affetto, come se l'autrice riuscisse a rivedere i gesti del fratello scomparso guardando i ragazzi di oggi. In questa poesia, Pasquina Mevi descrive un legame fortissimo che va oltre la morte e che continua a dare forza a chi è rimasto.

    Il ritmo della poesia è calmo e sincero, perfetto per descrivere i ricordi dell'infanzia, come i quaderni scritti a mano o le corse con gli amici. L'autrice parla di una fratellanza pura che diventa un rifugio sicuro, una "fortezza" che protegge dalle fatiche della vita di tutti i giorni. La scrittura è molto chiara e ci fa capire quanto sia stato importante quel rapporto, dove ci si aiutava a vicenda a superare ogni momento difficile.

    La parte più toccante è quella finale, dove viene spiegato che il fratello, pur essendo piccolo, aveva già la saggezza di un uomo grande. Lui sapeva proteggere la sorella e farle da guida con il suo sguardo sicuro, creando un legame che non finirà mai. Il linguaggio usato è semplice e arriva dritto al punto, mostrandoci come l'amore di famiglia sia la vera ricchezza che ci portiamo dietro per sempre.

    Il senso finale dell'opera è che chi abbiamo amato resta con noi attraverso il suo esempio e la sua gioia di vivere. Ci lascia con una sensazione di speranza, ricordandoci che certi legami sono invincibili e non si spezzano mai. È una poesia molto bella sulla memoria e sulla capacità del cuore di restare unito alle persone care, nonostante il tempo che passa.

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