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CONTROVERSO
20 Aprile 2026 - 06:00
La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.
Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.
L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.
Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.
Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:
GUERRA di LORELLA GRASSO da Genova
Il rombo non sveglia chi dorme nel lusso
mentre il fango beve sangue innocente.
La storia è un fiume in perenne riflusso
che trascina corpi tra l'indifferente.
Sotto macerie di vetro e cemento
giace una bambola, un sogno spezzato,
non c'è preghiera soltanto l'accenno
di un pianto sordo che muore soffocato.
Si alzano i muri, si abbassano gli occhi,
la morte è un puntino di luce acceso,
aspettando che il buio trabocchi
per non sentire del prossimo il peso.
C'è un'alba fredda su terre divise,
dove il confine è un solco di spine,
si vendono armi, si comprano scuse,
mentre il futuro cammina sulle mine.
L'indifferenza è la lama più dura,
uccide due volte chi non ha difesa,
una nel corpo per mano della paura,
l'altra nell'anima per la nostra resa.
RECENSIONE
I versi di Lorella Grasso colpiscono per la loro forza e per la denuncia lucida dell'orrore bellico. L’atmosfera è carica di tensione e amarezza: l'autrice mette a confronto il silenzio dorato di chi vive nel benessere con il rumore assordante dei conflitti che devastano vite innocenti. È un richiamo forte alla realtà, che ci impedisce di chiudere gli occhi davanti alle tragedie che si consumano lontano dalle nostre case, ma che ci riguardano come esseri umani.
Le immagini scelte sono estremamente simboliche, come la bambola abbandonata tra le macerie, segno di un’infanzia derubata della sua innocenza. Il ritmo della poesia è serrato e incalzante, riflettendo la violenza della guerra e la velocità con cui si distruggono i sogni. La scrittura è precisa e diretta, capace di smascherare l'ipocrisia di chi trae profitto dalla vendita delle armi o si nasconde dietro giustificazioni fragili mentre il mondo brucia.
La voce della poetessa si scaglia soprattutto contro l’apatia, definendo l’indifferenza come la lama più tagliente. Ci viene spiegato che voltare le spalle a chi soffre significa infliggere una seconda ferita, forse ancora più profonda di quella fisica. Il suo stile, asciutto ma profondo, ci invita a riflettere sulla responsabilità collettiva e sulla necessità di restare vigili in un’epoca che sembra aver smarrito la capacità di indignarsi.
Il senso finale dell'opera è un monito sul futuro dell'umanità. Ci lascia con la visione inquietante di un domani che deve muoversi con cautela su un terreno pieno di mine e confini tracciati dal filo spinato. Questa poesia ci ricorda che la vera sconfitta non avviene solo sul campo di battaglia, ma nell'anima di chi accetta la violenza come un fatto inevitabile, esortandoci a ritrovare il coraggio dell'empatia.
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IL PREZZO DELL'AMORE di FRANCESCO DI RUGGIERO da Monza
Giorno senza tramonto
tempo di bilanci.
Madre del dolore tuo figlio nell’orto
da pensieri schiacciato
incontra l’uomo.
La vita, dono d’amore
scelta da abbracciare.
Risposta ingrata protesa nei secoli,
ferita che brucia, ingratitudine.
Nella mente immagini di morte
sfilano scavando…
Prezzo del tradimento,
un amico, un bacio convenuto,
orecchie piene di oltraggi,
fuga di amici, rinnegamento,
scherno dei tribunali,
dignità calpestata,
strazio dei flagelli,
spine sul capo, tortura crudele,
baratto con un brigante,
croce, chiodi, martello…
Sudore di sangue irriga la terra,
prigioniero di solitudine,
buio di conforto, silenzio.
Offerta abbracciata
nell’intimo crocifisso dal dolore
anche tu, Madre,
ombra di sofferenza,
sostegno e comunione d’amore
quella notte per noi, con Lui,
pagavi il prezzo dell’amore.
RECENSIONE
La poesia ripercorre le tappe più drammatiche della passione, trasformandole in una meditazione profonda sul sacrificio. L’atmosfera è solenne e carica di una sofferenza che sembra non avere fine, descrivendo un uomo che affronta la solitudine più estrema mentre viene tradito da chi amava. In questa composizione, Francesco Di Ruggiero mette in luce l'amarezza di una "risposta ingrata" che l'umanità continua a dare nei secoli di fronte a un dono così grande.
Il ritmo della poesia procede come una marcia forzata verso il calvario, attraverso un elenco preciso di dolori fisici e morali. Ogni parola, dal "bacio convenuto" ai "chiodi", serve a rendere concreta la tortura e l'umiliazione subita. La scrittura è asciutta e non cerca facili consolazioni, concentrandosi invece sulla dignità calpestata e sul silenzio assordante di chi si trova prigioniero del proprio destino.
Accanto alla figura del protagonista emerge con forza quella della Madre, che condivide ogni istante di questo strazio. Lei non è una semplice spettatrice, ma diventa un'ombra di sofferenza che sostiene e partecipa attivamente al sacrificio. Il linguaggio usato riesce a trasmettere bene questo legame indissolubile, fatto di sguardi e di una comunione d'amore che va oltre la morte.
Il senso finale dell'opera risiede proprio nel titolo: ogni grande amore richiede un prezzo da pagare, spesso fatto di lacrime e dedizione assoluta. Ci lascia con una riflessione sulla nostra capacità di riconoscere e onorare i sacrifici altrui. È un invito a non restare indifferenti davanti a chi soffre per noi, ricordandoci che la vera pace nasce spesso da un dolore accettato e offerto per il bene degli altri.
Testata: Buonasera
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