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CONTROVERSO
17 Aprile 2026 - 06:00
La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.
Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.
L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.
Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.
Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:
LA MIA BUGIA di MARIAGRAZIA PIROZZI da Torre del Greco - NA
Nel mio cuore
piovono gelide gocce di malinconia;
concetti concreti
e pensieri astratti si abbracciano,
guardando con tenerezza la mia bugia…
l'orizzonte sfumato di una vita giusta,
diventa solo l'ombra di un'utopia.
RECENSIONE
Questa poesia racconta quel momento in cui smettiamo di raccontarcela e ammettiamo a noi stessi che la vita non è andata come speravamo. L'atmosfera è fredda e malinconica, come una giornata di pioggia che non finisce mai. È quella sensazione di tristezza che proviamo quando capiamo che i nostri sogni di una vita "giusta" e perfetta sono rimasti solo bellissimi pensieri, mentre la realtà è molto più complicata.
Il tema della "bugia" è il centro del lavoro di Mariagrazia Pirozzi. Spesso ci convinciamo che tutto vada bene per andare avanti, ma l'autrice descrive questa bugia con tenerezza, come se fosse una protezione necessaria per non soffrire troppo. La sua scrittura è chiara e sincera, capace di mettere insieme i fatti concreti della vita con i sogni che abbiamo nella testa, facendoli parlare tra loro nel silenzio del cuore.
Il ritmo della poesia è calmo e un po' rassegnato. Non c'è rabbia, ma solo la consapevolezza che l'orizzonte che inseguivamo si è fatto lontano e confuso. Le parole scorrono come quelle "gelide gocce" citate all'inizio, portando chi legge a riflettere su quante volte abbiamo scambiato un'ombra per la realtà pur di sentirci meno soli nei nostri pensieri.
Il senso finale sta proprio nel termine "utopia", ovvero quel posto bellissimo che però non esiste. I versi ci ricordano che la vita perfetta è un traguardo difficile da raggiungere, e che spesso dobbiamo fare i conti con quello che siamo diventati davvero. È una poesia molto umana che ci invita a guardare con dolcezza ai nostri fallimenti e a quelle piccole bugie che ci hanno aiutato a sopravvivere quando il mondo sembrava troppo duro.
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MI SON SVEGLIATO TARDI di GIUSEPPE GOZZA da Stella Cilento - SA
Mi son svegliato tardi
di Giuseppe Gozza
Mi son svegliato tardi
ed alzato ancor più piano.
Guardandomi allo specchio,
alla luce accecante
di un sole già alto.
Pensieri interrogano la mente,
sui tanti dubbi di una vita
ancora senza risposte.
Verità che solo il tempo
che matura i frutti,
un giorno forse porterà.
Donando, spero,
note di vita,
di serenità e pace.
RECENSIONE
I versi raccontano quel momento della mattina in cui ci si prende un attimo per riflettere prima di iniziare la giornata. L'atmosfera è lenta e pigra: l'autore si sveglia tardi e si muove con calma, quasi a voler ritardare l'incontro con i problemi di sempre. Davanti allo specchio, colpito dal sole forte, si ritrova a fare i conti con se stesso, sentendo il peso di tutte quelle domande sulla vita che non hanno ancora trovato una risposta.
Il ritmo della poesia è pacato, proprio come i movimenti di chi si è appena alzato. Giuseppe Gozza usa parole semplici per descrivere un dubbio che abbiamo tutti: capire se stiamo andando nella direzione giusta. La scrittura è molto diretta e non cerca di nascondere il senso di smarrimento che a volte ci assale quando ci rendiamo conto che gli anni passano e le certezze restano poche.
Il punto forte del testo è l'immagine del tempo che "matura i frutti". È un modo molto naturale per dire che non bisogna avere fretta di capire tutto subito. Proprio come un frutto ha bisogno del sole e della pioggia per diventare dolce, anche noi abbiamo bisogno di vivere le nostre esperienze per arrivare a scoprire la verità. È un invito ad avere pazienza con se stessi e a non lasciarsi schiacciare dall'ansia di dover risolvere ogni cosa immediatamente.
La parte finale è un augurio bellissimo e molto semplice: trovare finalmente un po' di pace e serenità. Ci lascia con la speranza che, dopo tanto riflettere e cercare, la vita ci regali dei momenti di musica e di calma. È una poesia che scalda il cuore perché ci ricorda che, anche se ci svegliamo tardi e siamo pieni di dubbi, c'è sempre la possibilità che il domani porti con sé la risposta che stavamo aspettando.
Testata: Buonasera
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