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CONTROVERSO
15 Aprile 2026 - 06:00
La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.
Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.
L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.
Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.
Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:
ECHI LONTANI di VALENTINA QUARONA da Orbasssano - TO
Echi lontani,
stormir di fronde,
una brezza sottile,
incantevole natura.
Rifulger leggiadro
di luce
al mattino.
Un momento
impresso nei ricordi.
RECENSIONE
La poesia ci regala un’immagine di pace assoluta, come se aprissimo una finestra su un bosco alle prime luci del giorno. L’atmosfera è leggera e serena: si sente il rumore delle foglie mosse dal vento e il tocco fresco di una brezza leggera. È quel tipo di momento perfetto che capita raramente, quando la natura sembra mettersi in mostra proprio per noi, regalandoci un istante di pura bellezza.
Le immagini sono brevi e molto chiare, proprio come degli scatti fotografici fatti con il cuore. Il ritmo della poesia è veloce ma delicato, passando dal rumore degli alberi alla luce del mattino che brilla ovunque. Non ci sono parole complicate, ma solo il desiderio di fermare nel tempo una sensazione di benessere che ci fa stare bene con il mondo.
La voce di Valentina Quarona è quella di chi sa ancora emozionarsi davanti a un’alba o al fruscio di un ramo. Lo stile è essenziale, fatto di poche parole scelte bene per non rovinare l’incanto della scena. Ci insegna che non servono grandi discorsi per descrivere la felicità, ma basta saper ascoltare quello che la natura ci sussurra ogni giorno.
Il senso finale del testo è la forza della memoria. Anche quando quel momento è passato, resta ben piantato nei nostri ricordi, pronto a tornare a galla quando ne abbiamo bisogno. È una poesia che ci invita a goderci i piccoli dettagli della vita, perché sono proprio quegli istanti di luce a darci la carica e a restare impressi dentro di noi per sempre.
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(QUI NON È MAI FACILE) di GIANNI MARCANTONI da Pedaso - FM
Qui non è mai facile
decifrare i toni, quelli mai svelati.
Un duro pugno all’addome
e sentire che è cambiata l’aria,
vedere che tanti sorrisi
celano dietro i peggiori nemici.
L’andatura ci aveva sovrapposti,
quel che aspettavamo è arrivato tardi,
è arrivato inutilmente.
Perché per vivere basta ritrovarsi
e mai nulla da risolvere sul serio,
nei pochi ricordi che divengono necessari,
nei pochi sentimenti che divengono incontri.
Stringiamo in noi uno spirito antenato
che in ampiezza e isolato sfugge.
RECENSIONE
Questa poesia parla di quanto sia complicato muoversi nel mondo e capire chi abbiamo davanti. L'atmosfera è un po' amara: ci racconta di quel pugno nello stomaco che si prova quando scopriamo che dietro un sorriso gentile si nascondeva qualcuno pronto a colpirci. È una sensazione che purtroppo conosciamo tutti, quella delusione che ti fa mancare l'aria e ti fa sentire che l'ambiente intorno a te è diventato improvvisamente freddo e ostile.
Il senso di stanchezza per le cose che arrivano fuori tempo massimo è il cuore del testo di Gianni Marcantoni. A volte aspettiamo tanto una risposta o un cambiamento, ma quando finalmente arrivano non servono più a niente perché il momento giusto è passato. La scrittura è diretta e sincera, non usa giri di parole per descrivere la fatica di chi cerca di restare onesto in un mondo dove spesso le persone non dicono quello che pensano davvero.
Il ritmo della poesia però cambia quando l'autore ci suggerisce una soluzione per stare meglio. Ci dice che, nonostante le cattiverie, per vivere bene basta poco: ritrovarsi, smetterla di farsi troppi problemi e dare importanza solo a quei pochi sentimenti che diventano incontri veri. È un invito a fare pulizia, a tenere solo i ricordi necessari e a lasciar perdere tutto il resto, cercando di ritrovare quella parte di noi più antica e profonda che sa ancora come stare in pace.
Il finale ci lascia con un'immagine molto umana: portiamo dentro di noi una forza che viene da lontano, un'anima che cerca di scappare dalla confusione per trovare un po' di spazio tutto suo. È una chiusura che fa riflettere perché ci ricorda che, anche se là fuori non è mai facile, abbiamo dentro una libertà che nessuno può toccare. Una poesia che consola perché ci dice la verità, senza prenderci in giro, ma lasciandoci un pizzico di speranza.
Testata: Buonasera
ISSN: 2531-4661 (Sito web)
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