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CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"Ceramica da una terra d’Oriente" di Giovanni Gozzano & Va' pensiero di Maria Ruoppolo

Poesia del Giorno

La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.

Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.

L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.

Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.

Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:

  1. seguire le pagine social ufficiali di Buonasera24 su Facebook e Instagram;
  2. inviare all’indirizzo controverso2019@gmail.com una poesia che non superi i 30 versi indicando nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo la paternità dell’opera.

Le poesie di martedì 14 sono:

    CERSMICA DA UNA TERRA D'ORIENTE di GIOVANNI GOZZANO da Torino

    In mezzo al vociare di un mercato
    nelle terre d’Oriente
    ho visto il cuore dipinto
    In quella bianca ceramica
    Mani fini disegnavano
    con precisione assoluta
    Piccoli tratti blu
    E io rimasi ammaliato
    da quella ragazza dai capelli corvini
    non potevo staccare gli occhi
    da quel tutt’uno,
    come se quella ceramica
    quei colori fossero accolti
    In un unico abbraccio
    che aveva quasi il sapore
    di un gesto erotico
    misterioso
    e con occhi sorridenti
    rimirava la sua opera
    e altri e infiniti fiori
    sembravano appena sbocciati
    Quando il dipinto fu terminato
    non avevo altra scelta,
    doveva essere mio
    e ancora oggi quando rigiro
    tra le mani
    quel piccolo oggetto
    non posso non pensare
    alla bellissima ragazza d’Oriente

    RECENSIONE

    Il testo ci trasporta tra i colori e i rumori di un mercato lontano, dove un incontro casuale si trasforma in un’emozione che dura una vita. L'atmosfera è quella di un incanto improvviso: mentre intorno tutti gridano, l'attenzione si ferma su una ragazza che dipinge con estrema calma, rendendo un semplice oggetto di ceramica qualcosa di prezioso e unico.

    Il desiderio di catturare un momento di bellezza è il tema centrale del lavoro di Giovanni Gozzano. La scelta di descrivere i piccoli tratti blu e i capelli neri della ragazza mostra una scrittura che sa guardare con amore ai dettagli, trasformando il lavoro manuale in un gesto pieno di fascino, quasi come se tra l'artista e la sua opera ci fosse un legame segreto e profondo.

    Il ritmo della poesia è quello di uno sguardo che non riesce a staccarsi da ciò che vede. Le immagini sono limpide e sincere, passando dalla precisione del disegno al sorriso soddisfatto della giovane donna. È un racconto che parla di come ci si possa innamorare di un istante e di come un oggetto possa diventare il ponte per tornare indietro nel tempo con la memoria.

    Il senso del componimento sta tutto nel gesto di stringere tra le mani quel ricordo ancora oggi, con i versi che dicono: “non posso non pensare / alla bellissima ragazza d’Oriente”. È una chiusura molto umana che ci ricorda come le cose che compriamo abbiano valore solo per le storie e i volti che si portano dietro, restando vive nel cuore molto più a lungo del viaggio stesso.

    _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 

    VA' PENSIERO di MARIA RUOPPOLO da Napoli

    Dense nubi all'orizzonte,
    gorgheggia l'usignolo
    e scorre il rio
    ed io qui, seduto sulla sponda,
    ascolto l'arpeggio
    del vento tra i rami.
    E penso. E ricordo. E spero.
    Penso a te, terra mia cara,
    là dove dune sabbiose,
    limate dal vento di maestrale,
    abbracciano il mare.
    Terra di fuoco e di verdi speranze!
    Lasciata io t'ho per nuove mete
    ed ora, dolente,
    il tuo ricordo m'assale.
    Tra ghiacci e nevi
    Tra scheletri di case in rovina
    Tra tende sconvolte dal vento
    Tra onde furiose a te penso,
    e il dolore mi strugge.
    Viandante tra le stelle
    il mio sguardo si perde
    e di te mi appago.
    Oh mia Terra sì bella e perduta
    Oh mia Patria sì bella e lontana
    accogli, t'imploro,
    il mio ultimo canto d'Amor!

    RECENSIONE

    Questa poesia parla della nostalgia fortissima che si prova quando si è lontani da casa. Fin dal titolo, l'autrice chiarisce di essersi ispirata al celebre "Va' pensiero" del Nabucco di Giuseppe Verdi, riprendendo quel grido di amore per la propria terra. L'atmosfera è dolce e triste: l'autrice è seduta vicino a un fiume e, ascoltando il vento, inizia a viaggiare con la mente verso le proprie origini. È un sentimento che capita a chiunque abbia dovuto lasciare il posto dove è nato, portandosi dietro un vuoto difficile da colmare.

    Il ritmo della poesia segue i battiti di un cuore che soffre. Prima ci sono immagini tranquille, come l'uccellino che canta, poi arrivano ricordi più duri di ghiaccio e case in rovina. La scrittura è molto chiara e va dritta al punto: non servono giri di parole per spiegare quanto faccia male ricordare il mare e il sole di casa quando ci si trova in un posto freddo e lontano, magari costretti da circostanze difficili.

    In questo viaggio tra i ricordi, Maria Ruoppolo lancia un messaggio d'amore per le sue radici e scrive: “Oh mia Patria sì bella e lontana”. Proprio come nell'opera di Verdi, usa parole piene di passione per dire che, anche se è andata via, la sua terra resta l'unico posto dove vorrebbe davvero stare. È una dedica intensa, dove la speranza del ricordo e il dolore della distanza si mescolano continuamente.

    La parte finale è molto commovente perché suona come un ultimo saluto, un abbraccio mandato da lontano. Ci lascia con l'immagine di qualcuno che guarda le stelle e spera che il suo canto d'amore arrivi a destinazione. È una poesia molto umana che ci ricorda quanto siamo legati alle nostre radici e come, alla fine, il pensiero torni sempre lì, dove abbiamo lasciato il cuore e i nostri ricordi più belli.

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    Commenti all'articolo

    • Orietta_Scrivana Salentina

      14 Aprile 2026 - 10:07

      CERAMICA DA UNA TERRA D'ORIENTE Un oggetto diventa una suggestione capace di evocare ricordi e costruire una storia. Un ricordo di viaggio che porta trasformazione interiore (tutti i viaggi dovrebbero avere questo dono, a mio modesto parere)...e il colore blu diventa la regia di una visione.

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