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CONTROVERSO
27 Marzo 2026 - 06:01
La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.
Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.
L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.
Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.
Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:
PASSIONE di ENRICA IACOBAZZI da Taranto
Le nostre mani si intrecciano,
suggello del nostro Amore.
I nostri occhi negli occhi,
in un istante che sembra un'eternità.
I nostri corpi si cercano
ed il brivido che li attraversa
si trasforma in travolgente Passione,
in cui anima e corpo si fondono
fino a raggiungere l'Estasi.
RECENSIONE
Il testo descrive un incontro fisico e spirituale che annulla la percezione del tempo esterno, concentrando tutto l'universo in un solo contatto. L'atmosfera è quella di una vicinanza assoluta, dove il mondo intorno sembra scomparire per lasciare spazio a un legame che parte dal tocco delle dita e finisce per coinvolgere ogni fibra dell'essere.
Il desiderio di unione profonda è il cuore della poesia di Enrica Iacobazzi. La scelta di un linguaggio semplice e privo di complicazioni serve a trasmettere la purezza di un sentimento che non ha bisogno di troppe spiegazioni, ma che si vive attraverso i sensi e il riconoscimento immediato dell'altro nel proprio spazio vitale.
Il ritmo è rapido e segue l'intensità di un brivido che scuote la stabilità del quotidiano per portare verso una dimensione più alta. Le immagini si susseguono in modo naturale, passando dallo sguardo all'abbraccio, in un crescendo che mostra come l'affetto possa diventare una forza capace di unire l'anima alla materia in un unico respiro.
Il senso del componimento si compie nella fusione totale degli amanti, con i versi che dicono: “in cui anima e corpo si fondono / fino a raggiungere l'Estasi”. È una chiusura che celebra il momento in cui la ricerca dell'altro finisce e si trasforma in un piacere condiviso che va oltre il corpo, diventando un attimo infinito e luminoso.
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MORSI di PASQUALE SALVATI da San Paolo - Brasile
Prendi la vita a morsi e ingoiala,
passo a passo, senza masticarla,
tutta in un boccone e poi inciampa,
cadi Lazzaro, alzati e cammina,
mordila di nuovo un’altra volta,
fino a notte fonda e fino a quando
non fa giorno prendi la vita a morsi
e dopo ingoiala senza aver paura
d’un domani cadere un’altra volta.
RECENSIONE
Il testo sprigiona una tensione vitale che spinge a consumare l'esistenza con un'urgenza quasi fisica, senza fermarsi a riflettere troppo sulle conseguenze. L'atmosfera è quella di una sfida aperta contro il tempo e la sorte, dove l'invito a non avere timore degli errori diventa un inno alla resistenza e alla capacità di rimettersi in gioco ogni volta che la realtà sembra metterci al tappeto.
L’andamento dei versi è incalzante e ripetitivo, quasi a voler mimare il ritmo di un respiro affannato o di una corsa ostinata verso il domani. Questa struttura circolare toglie spazio ai dubbi e alle esitazioni, trasformando la lettura in un esercizio di energia pura che trascina chi legge dentro un vortice di azioni rapide, dove cadere non è una sconfitta ma solo un momento di passaggio.
In questa spinta continua, Pasquale Salvati scrive di non aver timore e incita a gridare: “cadi Lazzaro, alzati e cammina”. Il riferimento alla rinascita si mescola all'immagine del nutrirsi con foga della propria esperienza, suggerendo che la vera forza non stia nel non sbagliare mai, ma nella fame costante di ricominciare a lottare fino a quando non torna la luce del giorno.
La visione finale restituisce l'idea di una libertà che si conquista solo accettando la propria fragilità. È un incoraggiamento a vivere con intensità ogni singolo istante, lasciando che le cadute diventino parte integrante del percorso e che ogni boccone di vita, per quanto amaro o difficile da mandare giù, serva a nutrire una volontà che non accetta di restare ferma nel buio.
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