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CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"Quando arrivano quei giorni" di Marilù Murra & "Tramonto" di Giuseppe Amenta

Poesia del Giorno

La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.

Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.

L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.

Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.

Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:

  1. seguire le pagine social ufficiali di Buonasera24 su Facebook e Instagram;
  2. inviare all’indirizzo controverso2019@gmail.com una poesia che non superi i 30 versi indicando nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo la paternità dell’opera.

Le poesie di lunedì 9 sono:

    QUANDO ARRIVANO QUEI GIORNI di MARILÙ MURA da Novoli - LE

    Ci sono giorni
    in cui il cielo mi pesa addosso
    giorni in cui le nuvole
    non stanno in alto
    mi scivolano dentro
    e appannano ogni passaggio del pensiero

    Non so mai da dove arrivino
    Forse mi hanno seguita in silenzio
    forse sono nate da qualcosa
    che non ho avuto il coraggio di guardare

    Le osservo allora
    come un quadro sbiadito
    bianco e nero con venature di grigio
    e capisco che come tutto
    anche loro hanno un tempo

    Annunciano il temporale
    con un tuono
    e poi un altro ancora
    Io mi sento piccola
    piccola davvero
    nel lampo che taglia il cielo
    e illumina ciò che cerco di nascondere

    La pioggia scende forte
    tintinna come un pensiero ostinato
    che torna a bussare
    E mentre cade qualcosa in me si scioglie
    una paura un nodo un ricordo stanco

    È strano ma proprio lì
    nel rumore che fa tremare le finestre
    io comincio a rischiararmi
    e senza accorgermene
    ritorno a respirare più profondamente
    come dopo un pianto sincero
    che finalmente libera

    RECENSIONE

    Il testo si muove dentro una giornata pesante, dove il cielo non resta sopra ma scende addosso, confondendo pensieri e respiro. Il tema centrale è l’attraversamento di un malessere che arriva senza avviso e prende spazio dentro, come una condizione inevitabile. L’atmosfera è densa, rallentata, fatta di attesa e di ascolto forzato di ciò che normalmente si evita.

    Nel secondo movimento emergono immagini molto visive, legate al corpo e al paesaggio interiore. Versi come “mi scivolano dentro / e appannano ogni passaggio del pensiero” rendono concreta la fatica mentale, mentre il temporale diventa una presenza viva che annuncia e scuote. Il ritmo segue questo accumulo, passando dalla stasi al fragore, senza strappi improvvisi.

    Nella voce di Marilù Murra si riconosce una scrittura piana, diretta, che non cerca effetti ma precisione emotiva. Le metafore restano quotidiane e riconoscibili: nuvole, pioggia, finestre che tremano. Il tono è intimo, quasi confidenziale, e accompagna il lettore dentro un’esperienza condivisibile, senza mai alzare la voce.

    Resta una sensazione di schiarita lenta, non trionfale. Come dopo un temporale che non cancella tutto, ma rende l’aria più respirabile, il testo lascia l’idea di una liberazione silenziosa, conquistata attraversando fino in fondo ciò che faceva paura.

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    TRAMONTO di GIUSEPPE AMENTA da Solarino - SR

    Verso est si allunga
    l'ombra del tramonto
    Si avvicina il crepuscolo
    dei veli strappati

    Il sole in una vertigine
    precipita oltre la collina
    portando con sé
    i rumori del giorno

    Intanto nel cielo
    salgono colori di fuoco
    spremute di arance
    bionde e sanguinelle

    Il tempo entra nel buio
    e rallenta il movimento
    L'enigma si cela
    l'eternità si rivela

    Infine arriva la notte
    con il suo manto di stelle
    È silenzio in tutte le lingue
    ogni cosa non si distingue

    RECENSIONE

    C’è una quiete che avanza lentamente, come se il giorno accettasse di farsi da parte senza opporre resistenza. Il tema centrale è il passaggio, quel momento sospeso in cui la luce si ritira e il tempo sembra cambiare passo. L’atmosfera è raccolta, quasi solenne, ma mai grave: tutto avviene con naturalezza, come un respiro che si allunga.

    Il ritmo dei versi accompagna questo scivolare verso il buio. Le immagini sono nette, essenziali, e si susseguono con ordine, lasciando spazio al silenzio tra una scena e l’altra. Il movimento rallenta poco a poco, seguendo il calare della luce, fino a trasformarsi in contemplazione.

    Nella scrittura di Giuseppe Amenta il paesaggio diventa esperienza interiore. Quando affiora l’immagine “salgono colori di fuoco / spremute di arance”, il tramonto non è solo visto, ma quasi assaporato. La lingua resta semplice, concreta, capace di tenere insieme cielo, terra e tempo senza forzature simboliche.

    Rimane una sensazione di quiete profonda, come se la notte non cancellasse ma custodisse. Il silenzio che arriva non è vuoto, è uno spazio comune, dove ogni cosa smette di distinguersi e trova finalmente una misura più grande.

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