Cerca
CONTROVERSO
09 Febbraio 2026 - 06:00
La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.
Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.
L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.
Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.
Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:
QUANDO ARRIVANO QUEI GIORNI di MARILÙ MURA da Novoli - LE
Ci sono giorni
in cui il cielo mi pesa addosso
giorni in cui le nuvole
non stanno in alto
mi scivolano dentro
e appannano ogni passaggio del pensiero
Non so mai da dove arrivino
Forse mi hanno seguita in silenzio
forse sono nate da qualcosa
che non ho avuto il coraggio di guardare
Le osservo allora
come un quadro sbiadito
bianco e nero con venature di grigio
e capisco che come tutto
anche loro hanno un tempo
Annunciano il temporale
con un tuono
e poi un altro ancora
Io mi sento piccola
piccola davvero
nel lampo che taglia il cielo
e illumina ciò che cerco di nascondere
La pioggia scende forte
tintinna come un pensiero ostinato
che torna a bussare
E mentre cade qualcosa in me si scioglie
una paura un nodo un ricordo stanco
È strano ma proprio lì
nel rumore che fa tremare le finestre
io comincio a rischiararmi
e senza accorgermene
ritorno a respirare più profondamente
come dopo un pianto sincero
che finalmente libera
RECENSIONE
Il testo si muove dentro una giornata pesante, dove il cielo non resta sopra ma scende addosso, confondendo pensieri e respiro. Il tema centrale è l’attraversamento di un malessere che arriva senza avviso e prende spazio dentro, come una condizione inevitabile. L’atmosfera è densa, rallentata, fatta di attesa e di ascolto forzato di ciò che normalmente si evita.
Nel secondo movimento emergono immagini molto visive, legate al corpo e al paesaggio interiore. Versi come “mi scivolano dentro / e appannano ogni passaggio del pensiero” rendono concreta la fatica mentale, mentre il temporale diventa una presenza viva che annuncia e scuote. Il ritmo segue questo accumulo, passando dalla stasi al fragore, senza strappi improvvisi.
Nella voce di Marilù Murra si riconosce una scrittura piana, diretta, che non cerca effetti ma precisione emotiva. Le metafore restano quotidiane e riconoscibili: nuvole, pioggia, finestre che tremano. Il tono è intimo, quasi confidenziale, e accompagna il lettore dentro un’esperienza condivisibile, senza mai alzare la voce.
Resta una sensazione di schiarita lenta, non trionfale. Come dopo un temporale che non cancella tutto, ma rende l’aria più respirabile, il testo lascia l’idea di una liberazione silenziosa, conquistata attraversando fino in fondo ciò che faceva paura.
_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
TRAMONTO di GIUSEPPE AMENTA da Solarino - SR
Verso est si allunga
l'ombra del tramonto
Si avvicina il crepuscolo
dei veli strappati
Il sole in una vertigine
precipita oltre la collina
portando con sé
i rumori del giorno
Intanto nel cielo
salgono colori di fuoco
spremute di arance
bionde e sanguinelle
Il tempo entra nel buio
e rallenta il movimento
L'enigma si cela
l'eternità si rivela
Infine arriva la notte
con il suo manto di stelle
È silenzio in tutte le lingue
ogni cosa non si distingue
RECENSIONE
C’è una quiete che avanza lentamente, come se il giorno accettasse di farsi da parte senza opporre resistenza. Il tema centrale è il passaggio, quel momento sospeso in cui la luce si ritira e il tempo sembra cambiare passo. L’atmosfera è raccolta, quasi solenne, ma mai grave: tutto avviene con naturalezza, come un respiro che si allunga.
Il ritmo dei versi accompagna questo scivolare verso il buio. Le immagini sono nette, essenziali, e si susseguono con ordine, lasciando spazio al silenzio tra una scena e l’altra. Il movimento rallenta poco a poco, seguendo il calare della luce, fino a trasformarsi in contemplazione.
Nella scrittura di Giuseppe Amenta il paesaggio diventa esperienza interiore. Quando affiora l’immagine “salgono colori di fuoco / spremute di arance”, il tramonto non è solo visto, ma quasi assaporato. La lingua resta semplice, concreta, capace di tenere insieme cielo, terra e tempo senza forzature simboliche.
Rimane una sensazione di quiete profonda, come se la notte non cancellasse ma custodisse. Il silenzio che arriva non è vuoto, è uno spazio comune, dove ogni cosa smette di distinguersi e trova finalmente una misura più grande.
I più letti
Testata: Buonasera
ISSN: 2531-4661 (Sito web)
Registrazione: n.7/2012 Tribunale di Taranto
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Piazza Giovanni XXIII 13 | 74123 | Taranto
Telefono: (+39)0996960416
Email: redazione.taranto@buonasera24.it
Pubblicità : pubblicita@buonasera24.it
Editore: SPARTA Società Cooperativa
Via Parini 51 | 74023 | Grottaglie (TA)
Iva: 03024870739
Presidente CdA Sparta: CLAUDIO SIGNORILE
Direttore responsabile: FRANCESCO ROSSI
Presidente Comitato Editoriale: DIEGO RANA