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CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"Cambio indirizzo" di Anna Martinenghi e "[Dio santo che sei negli atomi]" di Marco Bisanti

Poesia del Giorno

La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.

Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.

L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.

Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.

Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:

  1. seguire le pagine social ufficiali di Buonasera24 su Facebook e Instagram;
  2. inviare all’indirizzo controverso2019@gmail.com una poesia che non superi i 30 versi indicando nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo la paternità dell’opera.

Le poesie di venerdì 23 sono:

    CAMBIO INDIRIZZO di ANNA MARTINEGHI da Soncino - CR

    Ho saputo che non abiti più
    là dove ti ricordo
    così i traslocatori hanno spostato il mio cuore
    un po’ più avanti
    vicino all’estate

    Sulla nuova carta d’identità
    non sorrido
    ma vado fiera di somiglarti
    in quel cognome
    con le sillabe secche

    Sono sempre uguale alla confusione che faccio
    anche se fingo distacco
    cercando di non cambiare troppo
    perché tu mi riconosca
    il giorno in cui ci rivedremo

    RECENSIONE

    La poesia racconta un cambiamento che non riguarda solo un luogo, ma soprattutto il modo di ricordare. Il tema centrale è l’assenza di qualcuno che si sposta, lasciando chi resta a riordinare dentro di sé. Il tono è dolce e trattenuto, con una malinconia che non diventa mai pesante. Il ritmo è semplice e naturale, come un pensiero detto a bassa voce.

    Versi come “così i traslocatori hanno spostato il mio cuore / un po’ più avanti” e “vicino all’estate” rendono concreta l’idea del distacco. Il trasloco diventa una metafora tenera e intelligente, che trasforma il dolore in movimento. Anche la nuova carta d’identità suggerisce un cambiamento silenzioso, quasi inevitabile. Le immagini sono quotidiane, ma cariche di significato.

    Nel testo di Anna Martinenghi la voce cerca di mantenere un equilibrio tra orgoglio e fragilità. C’è un amore che non si spegne, ma si sistema in un posto nuovo, con cautela. Le “sillabe secche” del cognome danno un dettaglio preciso e personale, che rende tutto più vero. Lo stile resta pulito, senza frasi complicate.

    La chiusura parla di attesa e di riconoscimento, come se il futuro fosse ancora possibile. Il distacco è solo apparente, perché sotto resta la confusione e il desiderio. L’idea di non cambiare troppo è un gesto tenero e doloroso insieme. Rimane una sensazione di fedeltà silenziosa, pronta a riaccendersi se accadrà l’incontro.

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    [DIO SANTO CHE SEI NEGLI ATOMI] di MARCO BISANTI da Roma

    Dio santo che sei negli atomi
    e nel fiore del pitosforo
    proteggi il respiro
    dei miei figli, custodisci
    la loro luce,
    falli camminare nell’aria
    limpida della notte
    per tutti i sogni
    che non ricorderanno,
    portali fino al sole
    del giorno dopo sulla città
    che non li conosce
    ancora, fino al tempo
    che avranno forte
    il petto da non volere
    più il nostro povero aiuto
    e aperto un orizzonte
    senza ostacoli né più rovine.

    RECENSIONE

    La poesia è una preghiera semplice e intensa, detta con la voce di un genitore che guarda avanti con timore e amore. Il tema centrale è la protezione dei figli, affidata a una presenza più grande che abita il mondo e la materia. Il tono è dolce, ma attraversato da una responsabilità profonda. Il ritmo è lungo e continuo, come un respiro che accompagna e non vuole interrompersi.

    Nel testo di Marco Bisanti le immagini uniscono il piccolo e l’immenso, dagli atomi a un fiore preciso, il pitosforo. Questa scelta rende la spiritualità concreta, vicina, quasi quotidiana. La lingua è chiara e diretta, senza parole difficili, eppure piena di luce. Ogni verso sembra una mano che guida nel buio.

    Versi come “proteggi il respiro / dei miei figli” e “falli camminare nell’aria / limpida della notte” portano subito dentro il cuore della richiesta. Il sogno e la notte diventano spazi fragili da attraversare, mentre il sole del giorno dopo è una promessa di continuità. La struttura procede come una lista d’amore, fatta di invocazioni e desideri. Anche la città “che non li conosce ancora” dà un senso di futuro aperto.

    L’ultima parte allarga lo sguardo fino al momento in cui i figli non avranno più bisogno dell’aiuto dei genitori. Non è tristezza, ma una forma di speranza matura, che accetta la crescita e la distanza. L’orizzonte senza rovine è un’immagine forte, che riassume tutto il desiderio di pace. Resta nel lettore una tenerezza limpida, come una benedizione sussurrata.

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